
[14 Gennaio 2008]
Odio spolverare, soprattutto lo specchio all’ingresso, due anni fa cadde a uno dei gemelli, e la moglie ha scoperto di aspettare due gemelli, ora toccando ferro spero non mi si rompa mai. Non in tempi brevi.Scendo dalla sedia e sento una porta sbattere. Apro istintivamente il portone di casa, da brava impicciona.“Almeno dammi la maglietta! Ho freddo!” sento Ian urlare sbattendo la mano un paio di volte sul portone di casa. La porta dopo un paio di secondi si apre, e una maglietta bianca viene sbattuta in faccia a Ian, lui non fa tempo a bloccare la porta che si richiude davanti al suo volto: a doppia mandata.Ok, non dovrei desiderare che qualche barbone passi correndo a rubare la maglietta a Ian, o che la maglietta sia soggetto di un autocombustione spontanea. Se la infila lentamente, girandosi verso di me.
‘Traditrice! E ti ho rinnegato per la terza volta! Tiè! Però sappi che ti ho anche perdonata subito… Perché ho ritrovato il tuo scalda-cuore viola, quello che cercavi disperatamente la settimana scorsa da Kath, era nel mio armadio, e si abbina alla perfezione con la minigonna jeans che userò questa sera!’
“Si è Blaine, ha lei il mio scalda-cuore viola!” sorrido scuotendo la testa.
“Quello che ti volevo fregare?” chiede Scar inarcando il sopracciglio.
“Non sei l’unica a quanto pare!” dico ridendo andando a buttare l’asciugamano sul letto mio.
“Domani richiedilo a Blaine, che lo voglio pure io!” mi urla dal salone.
“Domani non la vedo, abbiamo la laurea, non ricordi?” dico sedendomi vicino a lei sul divano.
“Giusto! Ma Samuel non è ancora arrivato?” chiede incuriosita.
“No l’aereo arriva alle otto e mezzo, tra che viene qui dall’aeroporto saranno le nove passate, mangia li qualcosa poi…” sospiro stiracchiandomi le braccia.
“È una vita che non lo vedo!” commenta Scarlett sorridente.
“Anche io, cioè l’ho intravisto cinque mesi fa più o meno, ha dato un esame appena arrivato ed è ripartito subito, l’Antartide lo ha conquistato” rido divertita.
“Immagino tra foche e pinguini e leoni marini deve aver trovato il suo paradiso”
[15 Gennaio 2008]
“Amber sei pronta?” chiedo sbucando con la testa in camera di mia sorella, dalla porta del bagno.
“Sicuro!” sorride girandosi verso di me. Come sempre è bellissima, beh, non a caso fa la modella, credo che se fossimo cresciute insieme avrei avuto i peggior complessi sulla bellezza al suo fianco. Per fortuna ho un’alta considerazione di me, e non mi faccio paranoie inutili, non nell’aspetto fisico.
“E smettila!” mi dice Amber contrariata.
“Di fare cosa?” scuoto la testa non capendo bene cosa dovrei smettere.
“Di pensare a se avresti i complessi se fossimo cresciute come sorelle da sempre!” alza gli occhi al cielo, infilando cellulare e chiavi nella borsetta.
“Uff” sbuffo ridendo e alzando gli occhi al cielo. Rientro nella mia stanza e mi guardo allo specchio. Indosso un semplicissimo abito grigio perla, senza maniche, e una fascia elasticizzata in vita per dare una piega alla gonna a due strati, ho chiesto in prestito delle scarpe ad Amber sono delle decoltè con degli strass argentei. I capelli li ho raccolti con un fermaglio a forma di farfalla grigio come il vestito, li ho piastrati perché so che Sam preferisce i capelli lisci.
“Andiamo?” la voce di Scar mi fa sorridere.
“Arrivo” mi volto e la vedo raggiante e bella come sempre quando si mette in ghingheri. Indossa un semplice tubino nero, con un copri spalle che si allaccia in vita, stile giacchetto, ha due decoltè nere lucide, i capelli lasciati lisci e sciolti, il trucco è leggero ma sofisticato. “Bellissima come sempre!” esclamo sincera.
“Ho una degna compare!” sorride facendomi l’occhiolino, e vediamo fare capolino Amber tra noi. “Direi due degne compari!” aggiunge divertita.
Amber ha optato per un fantastico vestito con i pantaloni. Un pezzo unico senza maniche che si allaccia dietro il collo, e con dei fantastici pantaloni molto morbidi che ricadono larghi fino quasi a sfiorare il pavimento; i capelli li ha raccolti in una coda alta, lasciata comunque morbida.
“Dame avete fatto?” chiede Mike comparendo il volto dopo lo stipite della porta.
“Certo” esclamiamo in coro per poi scoppiare a ridere. “Ma Samuel? Qualcuno è andato a svegliarlo?” chiedo guardando l’ora, non sarebbe insolito trovarlo addormentato, il giorno della sua laurea, è riuscito ad arrivare tardi anche il giorno del matrimonio di Tomas.
“Sicuro, Alex è sceso due ore fa” ghigna Mike sadicamente, sicuramente si son messi d’accordo per fargli qualche stupido scherzo.
“Due ore fa?” chiede Amber stupita.
“Si e da almeno un’ora staranno all’aula magna del rettorato!” scoppia a ridere Mike.
“Non dirmi che gli avete fatto credere che fosse in ritardo astronomico!”
“Bravissima Psyco, proprio cosi, scherzo vecchio quanto il cucco, ma a quanto pare ha funzionato!” continua a dire Mike tra una risata e l’altra. “Amber mi dai le chiavi della macchina?”
“Eccole!” le tira fuori dalla borsetta e tutti e quattro c’incamminiamo verso la porta.
*
“Sei bellissima sorellina!” Samuel mi abbraccia fortissimo, è emozionantissimo ancora. La sua esposizione della tesi è stata bellissima, mamma come sempre si è messa a piangere, credo che ormai sia diventata dalla lacrima facile.
“Congratulazioni, dottore!” dico ricambiando quella stretta che tanto mi era mancata.
“Hey! Non monopolizzarti il piccoletto tutto te!” dice Scar picchiettandomi sulla spalla.
“Giusto, non monopolizzarmi!” ribatte Sam sciogliendosi dalla presa. “Che magari prima o poi Scar si renderà conto che sono l’uomo giusto per lui!” e con una giravolta la fa girare su se stessa per poi abbracciarla.
“Fossi nato qualche anno prima Piccoletto!” ride lei scuotendo la testa.
“L’amore non ha età, lo sai?” le dice sibillino guardandola dritta negli occhi.
“L’amore no, io si, quindi mi spiace niente di fatto!” e con uno piccolo sbuffo torna
“Ok, ci siamo tutti?” chiedo prima di spegnere la luce in sala. Dopo il pranzo da ‘Alfred’ abbiamo deciso di tornare tutti a casa, c’è anche mamma che torna sempre con piacere in quest’appartamento.
“Manchi te!” esclama Mike passando un braccio intorno alle spalle di Scarlett attirandola a se.
“Perfetto” spengo la luce del salone, e mi metto a sedere tra le gambe di Samuel, lui mi passa le braccia intorno alla vita e mi abbraccia. Mi appoggio al suo petto, e faccio cenno ad Alex di azionare il DVD.
Papà ci ha inviato un filmato, è rarissimo che lo fa le volte scorse erano appunto la laurea mia e anche per quella di Mike, e forse un altro paio di video da saluto. Dal duemilauno che sta in Iraq, in sette anni è tornato solo quattro volte, e sempre solamente per qualche giorno; noi tutti speriamo che prima o poi torni a casa in pianta stabile, manca a tutti. Ma quella che ne risente più è mamma, non sorride più come una volta, e quando suonano il campanello credo che muore di terrore.
“Salve ragazzi!” la voce squillante e calda di papà mi fa già venire gli occhi lucidi, non resisto mai, ho già le lacrime agli occhi. Il suo volto è stanco, lo riconosco benissimo la pelle abbronzata e i capelli disordinati gli danno un aria più giovane di quella che ha, ma la guerra lo sta lentamente logorando, i suoi occhi non brillano più. “E manco anche a questa laurea, alla fine penserete che della vostra istruzioni non m’interessi nulla… Beh sbagliate! Con quello che mi costate, dovrei essere li per primo, prima ancora di voi!” Ci mettiamo tutti a ridere, sento la presa di Sam serrarsi intorno a me, mi giro e lo vedo con le lacrime agli occhi, lui è quello che ha sofferto di più la partenza di papà. “Quindi che dire Sam? Congratulazioni? Certo mi aspettavo almeno di sapere che ti eri preso uno squalo come pesce nell’acquario, ma mi hanno riferito che non hai nemmeno un acquario! Comunque ragazzi, so che sarete tutti li dopo domani, ci sarà anche Scarlett! Quindi mi raccomando trattatela bene!” a questa frase tutti istintivamente ci giriamo verso la diretta interessata, pure lei con le lacrime agli occhi biascica qualcosa come ‘Ben detto, sei sempre il migliore’.
“So che ci sarà anche Eve, la ragazza di Alex, tua madre era tutta felice Alex, che finalmente stai tentando di mettere quella zucca vuota a posto! E sempre tua mandre, con i gemelli hanno esultato che non fosse Sharon!” Noto con la coda dell’occhio Eve arrossire quasi notevolmente, anche se siamo praticamente al buio, Alex sta ridendo come un matto, sadicamente gode nel vedere in imbarazzo Eve, e Scarlett ha iniziato una specie di filippica su quanto fosse insopportabile Sharon.
“Ma ora vorrei dire una parola a ognuno di voi, so che questi video potrebbero essere più soventi, ma qui le cose non sono facili, come potrete immaginare. Però sappiate che vi voglio bene, vi amo uno a uno, anche i figli acquisiti!” sorridiamo tutti, crescendo in una famiglia cosi numerosa non siamo mai stati gelosi dei nostri genitori, Scarlett è l’esempio vivente di come si può essere una McDowell indipendentemente dal cognome che si porta; lei è una McDowell tanto quanto me e i miei fratelli, mia madre e mio padre la trattano come se fossa loro figlia, e noi come se fosse nostra sorella. Anche Amber è ormai parte integrante del Clan.
“Vorrei ricordare ai gemelli che ho scommesso su loro, e quindi devono vincere il prossimo torneo, altrimenti Milena si ritrova senza casa ok? Ah Amore, so che sei li, ma non ti preoccupare i nostri figli sono dei geni al volante no? Scommettere la casa è stata solo per rendere più avvincente la scommessa!”
Guardo mamma ha gli occhi lucidi, e tiene stretta la mano a Tomas, non sono una che sente molto la mancanza della famiglia unita, ma sono in questi momenti che invece mi manca da morire, perché averli tutti intorno a me, con le loro risate, le loro chiacchiere le discussioni e tutto il caos che possono creare mi fa sentire completa. Certo non rimpiango di certo la convivenza sotto uno stesso tetto, sarebbe realmente troppo stressate, al limite della sopportazione umana. Qui da noi, e siamo ‘solo’ quattro, cinque con Scarlett ci abbiamo messo mesi a trovare i nostri equilibri e spazi.
“Alex, beh, congratulazioni per la nuova ragazza, spero di conoscerla presto, per ora mi limiterò al resoconto di mamma, ma vorrò vedere chi riesce a tenerti testa. Comunque auguri anche per la tua nuova carriera in proprio, sono certo che con il tuo temperamento arriverai ovunque tu voglia.”
Grazie papà, per dirgli quello che penso anche io, non riesco a perdonarlo. Non ci riesco, certo il nostro rapporto è migliorato, ora ci ignoriamo semplicemente non litighiamo più, abbiamo imparato a convivere nella quasi più totale indifferenza.
“Mike sai vero che ti stimo molto per il tuo studio legale, hai fatto un ottimo lavoro, e spero vivamente di riuscire a vederlo presto, mi hanno riferito che realmente un gran bello studio. Complimenti figliolo”
Questa volta neanche mi giro, so già come la pensa Mike, e anche come si comporterebbe.
“Antea…” e lo vedo sorridere, ma sorridere realmente, come ogni volta che mi chiamava da piccola. Sono sempre stata consapevole d’essere la preferita di mio padre, sono l’unica femmina, la più coccolata e protetta. “Mi raccomando tieni duro, ok?” sa di Jake, sono sicura che lo sappia, anche se ho fatto promettere a mamma di non dirgli niente, non voglio che si preoccupi per le mie cavolate, quando lui laggiù sta affrontando una guerra. “So che comunque non hai bisogno di chi ti protegge o para le spalle, però ogni tanto ricordati di sfruttare i tuoi fratelli, ok? Quattro chiacchiere come quando si era piccoli non fanno mai male…” neanche a dirlo ho le lacrime che mi stanno soffocando, mi manca, dannatamente tanto, e non m’interessa se ormai dovrei essere ‘grande’ da sopportare con il sorriso questa lontananza, mio padre mi manca. Accidenti. Sono quasi sette anni che non riesco a passare una giornata intera con lui. So benissimo che manca a chiunque della nostra famiglia, e mi ci gioco la testa che manca anche a Scarlett, ma io egoisticamente lo vorrei tutto per me. Avevamo una giornata al mese da passare da soli, piccola tradizione che non ha mai mancato di rispettare…
“Sam, prometti che non sparirai al polo nord o in qualche piattaforma in mezzo all’oceano ok? Sei il più piccolino di tutti, ma anche quello che con le proprie idee si è fatto valere più di tutti, hai lottato per portare avanti il tuo sogno di essere Veterinario Marino, e finalmente sei arrivato a uno dei più importanti traguardi, continua cosi!” Sento mio fratello tirare su con il naso, e con una mano stringo la sua.
“Amber, so che praticamente non mi conosci, e che forze all’udienza della tua adozione non ci potrò essere, ma sappi che ti considero realmente come se fossi mia figlia, Max è stato per me come un fratello, e sono orgoglioso e fiero che tu entri a far parte della nostra famiglia.” Con la coda dell’occhio noto Leonard abbracciare forte Amber che si è messa a piangere appoggiata al petto di mio fratello. Deve essere atroce per lei aver perso il padre, ma anche che quello ‘nuovo’ quello adottivo sia sotto le armi, proprio come quello deceduto. Non ne abbiamo mai parlato tanto, anzi, Amber evita questo discorso, io aspetto solo che lei decida di sfogarsi, ormai ha capito che tutti noi la consideriamo di famiglia. Almeno spero.
“Ragazzi il tempo a mia disposizione è finito, vi mando a tutti un abbraccio, vi voglio bene. Milena amor mio, mi manchi tantissimo ti amo”.
Rimaniamo tutti quanti per qualche secondo al buio, sappiamo che se adesso accendessimo le luci sarebbe stile ‘valle di lacrime’, i video di papà ci scombussolano a tutti, e sempre. Passa qualche minuto, i gemelli come al solito hanno iniziato a tirare fuori il loro repertorio di battute.

[Fine Novembre]
“Non ci posso credere!” Esclamo non appena usciamo dal Royal Deluxe.
“E dai Ant, sono esseri umani come noi” Sospira Andrew accennando a una risata.
“No dico io, siamo stati al concerto più bello del mondo, e subito dopo a una festa esclusiva!” Dico ancora incredula, saltando in collo ad Andrew ed abbracciandolo forte.
“Ok, se mi ringrazierai cosi, la prossima volta di porto ad Hollywood!” Scherza stringendomi a se.
“Si beh, potrei riservarti un trattamento del genere solo se mi fai conoscere Jared Leto!” Rispondo serafica staccandomi da lui.
“Scommetto che la tua foto con Mikey Way verrà incorniciata al più presto” Mi dice prendendo il cellulare in mano, la centesima volta nell’arco della serata.
“Sicuro! Come minimo!” Dico fermandomi in mezzo al marciapiede.
“Che c’è ora?” Chiede inarcando il sopracciglio.
“Staccati da quel dannato aggeggio!” Dico portando le mani sui fianchi.
“Hey! Io ci vivo con questo!” Mi dice scuotendomi davanti il suo palmare, che ha tutte le funzioni del mondo, tranne quella di chiamare mi sembra…
“Pensa te che vita triste che devi fare!” Ribatto sibillina sfilandoglielo dalle mani, e leggendo sullo schermo. ‘Al porto ore 01.45 Non tardare, porta la Civic, premio Jolly’. “Che significa?” Chiedo curiosa. Vedo i lineamenti di Andrew contrarsi, i suoi occhi diventano cupi.
“Niente che ti riguarda Tia Fidati meno sai meglio è” Risponde secco sfilandomi il cellulare dalle mani. Ok, mi dovrei preoccupare? Forse, ma sarà che ormai conosco Andrew da cinque anni, quindi mi fido di lui, so che magari è un po’ losco, i suoi genitori non sono mai a casa, lui ha un fiume di soldi e le porte aperte del paradiso. Credo che abbia qualche giro particolare, ma niente di preoccupante.
Mi vibra il cellulare. Lo sento da dentro la borsa, accidenti a me che l’ho dimenticato acceso. Smette. Guardo l’ora sulla sveglia, sono le tre del mattino. Ed ecco che riprende a vibrare, ma chi cavolo rompe le scatole a quest’ora? Scendo dal letto e ci metto un po’ a ricercare il cellulare dentro la borsa. Senza neanche guardare il display rispondo.
“Chiunque tu sia, sappi che morirai presto” Dico biascicando le prime parole della frase.
“Spero di no, dato che sono al pronto-soccorso”
Apro gli occhi di colpo. Guardo il display: Andrew.
“Che è successo?” dico allarmata.
“Niente di che Tia, un piccolo incidente con la macchina, non è che potresti passarmi a prendere?” Chiede un po’ sofferente, e in sottofondo sento quella che dovrebbe essere un’ infermiera dire al mio amico di stare fermo.
“Dieci minuti massimo e sono li!” Chiudo il cellulare, e comincio a cercare i vestiti da mettere.
Lascio un bigliettino a mio fratello: ‘Sto da Andrew’. Ed esco di casa.
“Antea!” La voce squillante di Ian mi distrae, mentre richiamo l’ascensore.
“Ian ciao” Dico allacciando la camicia proprio davanti a lui, ho saltato due bottoni: maledetta me.
“Tutto bene?” Chiede inarcando il sopracciglio.
“Si scusa, ma ho fretta, ci sentiamo presto!” M’infilo dentro l’ascensore, e riallaccio la camicetta per bene, infilo il giacchetto e cerco le chiavi della macchina dentro la borsa.
Arrivo all’ospedale nell’arco di dieci minuti. Altri dieci minuti mi servono per farmi dire la stanza di Andrew.
“Hey” Esclamo avviandomi velocemente verso di lui, che è steso sul lettino, è conciato abbastanza male, ma i medici lo possono dimettere subito.
“Grazie per essere venuta subito” Dice mettendosi a sedere.
“Figurati, ma che è successo?” Chiedo allarmata.
“Ci sono un po’ di cose che devi sapere Tia… Se mi riaccompagni a casa ti spiego tutto” Scuote la testa scendendo dal letto, si appoggia alla mia spalla, e c’incamminiamo verso l’uscita. Il tragitto fino a casa di Andrew lo percorriamo in silenzio, lui è troppo debole, e io sono ancora scossa per lo spavento, ho pensato subito al peggio. Arrivati a casa, noto che la sua villa è immensa, come minimo ci saranno sette stanze e dieci bagni, ci sono stata solo un paio di volte e tutte di recente. Non ama molto credo avere ospiti. Lo metto a letto, gli ho promesso di ascoltare le sue ragioni solo dopo una dormita, ha una spalla lussata e un trauma cranico. Deve riposare.
Mike prima di andare al lavoro è passato qui, mi ha portato la mia sacca con un po’ di cose, e una sfilza di raccomandazioni. Non ne ho bisogno, credo di essere in grado di badare a me stessa.
“Ok” Dico incredula, sistemandogli il cuscino sotto la schiena. “Tu gareggi da due anni, corse clandestine. Fai parte di una specie di Team. ‘The Skulls’ nome tra l’altro molto originale” Commento tra il sarcastico e lo sbalordito.
“Ecco, ieri sera ho corso io, i nostri avversarsi ci hanno teso un imboscata, e mi hanno fatto uscire di strada, addio Nissan Skyline…” Mormora sconsolato.
“Cosa?” Dico sgranando gli occhi e tenendo la bocca aperta per lo stupore. “Tu avevi una Nissan Skyline?” Chiedo sempre più esterrefatta, credo di non averne mai viste dal vivo.
“Grazie Antea, io sto bene!” Ribatte lui piccato inarcato il sopracciglio.
“Idiota so che stai bene, ti sono venuta i a riprendere all’ospedale… Ma la Nissan…” Aggiungo credo con gli occhi lucidi.
“Tia stia bene?” Chiede preoccupato, scuoto la testa cercando di riacquistare un po’ di lucidità.
Ma al diavolo la Nissan Skyline restyle 2006, me la vedo davanti agli occhi, la pantera della strada, la velocità del vento, la tenuta perfetta sull’asfalto. Un orgasmo di macchina, ah si chissenefrega!
“Tia!” Urla scuotendomi un po’ per le spalle.
“Eh? Ah! Scusami! È che quella macchina la amo…” Dico arrossendo per l’imbarazzo.
“Eh non l’avevo capito…” Dice scuotendo la testa. “Dai ti porto nel paese dei balocchi” Dice alzandosi dal letto. “Vai in macchina, faccio una telefonata ed arrivo” Mi dice mentre lo aiuto a infilarsi il giacchetto.
Salgo in macchina e accendo motore e riscaldamento, sono 7 maledetti gradi e sto gelando, mi rendo conto di essere stata assurda. Andrew ha appena avuto un incidente distruggendo la macchina, e io mi sono preoccupata per la macchina. Sensibilità pari a quella di mio fratello Alex.
“Gira a destra” Siamo nella zona dello scarico merci del porto. Zona non molto frequentata dalla sottoscritta, ma Andrew sa dove andare. “Suona il clacson tre volte” Io senza fare domande lo suono, e il portellone di uno dei capannoni scorre verso destra, e io entro dentro con la macchina. Ammetto di avere un po’ di timore, ho capito dove mi ha portato, e la cosa m’impensierisce un po’, ma so anche che Andrew non permetterebbe mai a nessuno di farmi del male.
Scendiamo dall’auto e vedo tre tizi squadrarmi come se fossi un succulento coscio di pollo da mangiare. Ecco ora sono un po’ intimorita.
“Skizzo ci hai portato un regalino?” Chiede uno dei tre, il più robusto. È alto almeno due metri, ha due spalle larghe quanto il mio armadio, e una serie di tatuaggi un po’ ovunque.
“Lei non si tocca” Dice sibilando, per niente intimorito dall’enorme differenza di stazza. “È con me” Aggiunge subito dopo, lanciando un’occhiata d’intesa agli altri due.
“Hai una bella macchina Bambola” Si fa avanti un dei due ragazzi, ha i capelli biondi ossigenati e gli occhi celeste chiaro, il viso sbarazzino e divertito come quello di un bambino. Credo che sia il più giovane, e il meno pericoloso. “Una Celica Racing Cr4 2008 gt” Fa un giro intorno alla macchina. “Full Optional” Aggiunge con un ghigno malevolo. “Quanto spreco in mano a una Barbie Mora” Conclude schifato l’ultima frase.
“Hey!” Dico facendo un passo avanti, ma il braccio di Andrew mi ferma.
“Ha più talento lei nelle vene, che te e i tuoi due scagnozzi” Ribatte prontamente Andrew. Ah ecco, come immaginavo: non c’ho capito un tega. E io che credevo fosse il più innocuo. Perfetto, se ci fosse qui Mike mi metterebbe agli arresti domiciliari.
“Voglio provare…”
“Ci sto” Accetto senza tanti fronzoli.
Le due macchine si misero allineate, l’una affianco all’altra. Dovevano semplicemente percorrere l’anello di parcheggio che correva attorno allo stabilimento, soltanto una volta. Ci si giocava il tutto per tutto, subito, senza troppi fronzoli. E poi, il percorso forniva da sé degli spunti divertenti: tratti che si allargavano per permettere il parcheggio a più corsie, altri che si stringevano, e venivano affiancati da muri inclinati, che permettevano la discesa dei pedoni, altri che viravano bruscamente a causa degli innesti delle transenne per i vari ingressi. I due sfidanti si cercarono con gli occhi, si sorrisero, come fossero stati vecchi amici, perché in effetti, a ben vedere, in quel preciso istante entrambi provavano la stessa eccitazione, la stessa adrenalina.
“Pronti?” Andrew è tra me e Chick. Cosi mi ha detto di chiamarlo. Mah, la gente è strana.
“Pronti” Dice il biondo. E via…
In quel preciso istante le auto sgommarono, e partirono. Perfettamente uguali, come fanno i campioni. Antea distingueva a malapena il rombo del proprio motore da quello di Chick. Il Biondino gli stava di fianco, ma appena la strada accennò una strozzatura, diede improvvisamente di Nos e la superò quel poco che bastava per tagliargli la strada. Antea imprecò e si lanciò al suo inseguimento. Era dannatamente bravo, maledizione. E lei su strada non aveva mai corso. Appena aveva accennato ad un sorpasso gli aveva tagliato la strada di netto, bloccandolo su ogni fronte. Il suo stile sprigionava un’autorità sbalorditiva, ma ora non era il momento di stare ad adularlo. Si morse un labbro, disperando su una possibile soluzione, quando una nuova allargatura comparve, provvidenziale. Fintò verso sinistra, poi si buttò sul muro di destra. Chick lo vide, sorrise. La ragazza aveva fegato, e talento. Finse a sua volta di non accorgersi della sua manovra, ma appena Antea fece per scendere, l’anticipò, sterzando sul muro opposto e prendendo a sua volta slancio. Le due auto disegnarono due archi identici, e scesero l’una verso l’altra. Si sfiorarono con le minigonne laterali, che sfrigolarono scintillando, poi il biondo riprese il comando, ma Antea gli restava di fianco, e alla curva successiva riuscì finalmente a fargli mangiare la polvere. Lui non parve scomporsi, tamburellò le dita sul suo voltante di cuoio e sorrise di nuovo. Si scagliò in terza alla caccia del paraurti posteriore della Celica, come un felino che mette il naso sulla preda, ma Antea fu brava a schivarlo senza sbandare. Di nuovo una curva, poi dritto per il secondo lato lungo dello stabilimento. Lei sollevò lo sguardo sullo specchietto e… la Corolla era scomparsa. Impossibile. Sentì un rivolo di sudore percorrerla, cercò tracce dell’auto lungo i muri, come se avesse potuto arrampicarsi da qualche parte, ma non dovette attendere molto. Chick riemerse con un salto impressionante dalla rampa di scalini pedonali sulla sinistra, ritoccò terra accompagnato da una nuvola di gomma bruciata, e Lei si ritrovò inchiodata di nuovo in seconda posizione. Si morse un labbro, e finalmente i suoi occhi brillarono. Ora si giocava veramente tutto. Erano pari, il traguardo d’arrivo era a pochi metri da loro. Lo affiancò, imprecando mentalmente di non avere Nos, cosa che le sarebbe stata utile per l’ultimo pezzo di traguardo. Sentì il motore della sua Celica ruggire per lo sforzo, stava portando al termine quel motore nuovo ancora in rodaggio. Decise di fare l’unica cosa possibile, arrendersi, accelerò un’ultima volta, non appena fu davanti Chick, sterzò e tirò il freno a mano, l’inversione a U divenne presto un testa coda, che obbligò il ragazzo a rallentare, Antea con una sola manovra con il volante, tornò parcheggiata alla perfezione tra Andrew e gli altri due tizi che la fissano allibiti.
Spengo il motore accarezzando il volante in cuoio nero. “Scusa piccola” Mormoro scendendo dall’auto. Chick mi aspetta davanti al cofano della Celica. “Chiedo scusa per la slealtà davanti al traguardo…” Dico grattandomi la testa. “Perdere non è contemplato nel mio DNA…” Sto per continuare ma Chick mi fa cenno di fare silenzio.
“Hai visto che la Celica stava per fondere, e hai fatto l’unica cosa che ti permettesse una vittoria sicura, e salvare il motore…” Parlava con aria assorta. “Ami la tua macchina, e te ci sai fare con i motori sai?”
“Wow” Esclama Andrew. “È la prima volta che lo sento fare un complimento cosi diretto” Sorride elettrizzato.
“Hai corso Rally vero?” Chiede sfilandomi le chiavi dalla macchina.
“Si qualcosina” Ammetto tranquillamente.
“Quel testa coda, serve ad alzare il polverone sulle strade sterrate, mentendolo sempre alle tue spalle…” Dice assorto entrando in macchina. “È nuova vero?” Chiede passando le mani sul volante.
“Si” Risponde Andrew al mio posto. Osservo il ragazzo che sta studiando la mia macchina, i suoi capelli biondi e gli occhi celesti mi avevano tratto in inganno, non è per niente l’angelo che credevo.
“Vieni a riprenderla domani, giuro che te la tratto con cura” Dice con finta dolcezza, ho come l’impressione che questa è una di quelle offerte che non si possono rifiutare.
“A Patto che mi dai la Ibiza Impresa modificata dentro il capanno” Dico seria. Non sono stupida, se lascio qui la mia macchina, voglio qualcosa di valore superiore, e quella Ibiza modificata in quella maniera vale quasi il doppio della mia.
“Hey” Il tizio robusto di prima si para davanti a me.
“Matt lasciala stare. Ha ragione” Dice sorridente Chick. “Chiamami Daniel.” Mi porge la mano, che stringo con disinvoltura. “Domani sera a mezzanotte torna qui, e riavrai il tuo gioiello.”
*
“Ecco Eagle” Dice Chick, anzi no Daniel, guardandomi sorridente. Credo che lui sia patito di motori più di me, e di tutta la mia famiglia messa insieme.
“Eagle?”Chiedo inarcando il sopracciglio.
“Tira il tendone e capirai” Dice indicandomi un tendone appoggiato sopra a una macchina, sicuramente la mia macchina. Andrew mi aiuta a togliere l’enorme tendone e rimando a bocca aperte. Non credo ai miei occhi, non è possibile. La Celica è già di suo un macchina molto bella, dal design graffiante. Ma quella che ho davanti agli occhi è qualcosa che va oltre l’immaginabile.
Cerchi in lega da 17, cromati. Minigonne rinforzate in acciaio da 25. Poso una mano sul cofano, ha cambiato scocca. “Rinforzata al carbonio” Mi dice sornione. “E ho tolto il nero metallizzato, fa troppo barbie girl” Sento che mi dice anche altri particolari, man mano che li noto. I vetri laterali oscurati, i sedili in pelle li ha intagliati e ci ha fatto incidere le ali dell’aquila. Noto anche un impianto stereo che avrebbe fatto invidia a chiunque. E sulle due fiancate ci sono aereografato due ali d’Aquila stilizzate. Lunghe tutta la fiancata dai colori del bronzo e dell’oro. E dietro un alettone da 30’ e…
“Oddio” Dico saltando all’indietro portandomi le mani alla bocca.
“Eh si!” Annuisce Daniel tutto orgoglioso.
“Due!” Esclamo allibita. “Tre?” Sgrano gli occhi notando una terza più piccola ben nascosta.
“No due, quella terza più piccola è il gas normale, in caso di controlli, c’è la levetta doppia, se tiri su e Nos, se tiri giu è Gas, con una macchina cosi modificata i controlli aspettateli sempre..” Aggiunge serafico.
“Vi sarà costata una fortuna!” Esclamo allibita, ed ecco che noto un ghigno comparire sul volto dei tre ragazzi, escluso Andrew che sembra più insofferente che altro.
“Correrai per noi. Sei abile, mi hai battuto con una macchina pulcino, ora sei un aquila” Dice Daniel. “Altrimenti mi devi 35 mila dollari.” Aggiunge con un ghigno.
Ok calma. Scuoto la testa incredula, 35 mila dollari in qualche modo potrei recuperarli, ma dovrei troppe spiegazioni.
“Accetto” Dico senza rifletterci più di tanto su. Cosa potrà mai capitarmi di sbagliato?
Non faccio a tempo a stringere la mano di Daniel, che mi sento trascinare via a peso da Andrew, siamo usciti dal capannone, sto per aprire bocca per insultarlo ma mi precede.
“Cosa cazzo credi di fare?” Dice furioso, come mai l’ho visto prima. “Ma ti rendi conto?” Esclama allibito. “Se era per problemi di denaro te li prestavo io 35 mila dollari, cosa vuoi che sia! Perché devi metterti in pericolo?” Mi sibila fuori di se. “Non sai con chi cazzo hai a che fare!”Aggiunge stizzito, passandosi una mano tra i capelli.
“Andrew, grazie che ti preoccupi. Ma so quello che faccio” Dico abbracciando l’amico mio, per rassicurarlo. Infondo devo solo correre.
*
Sto rientrando a casa, sono dieci giorni che lavoro a tempo pieno al Lake Wayland, e la notte vado da Daniel con Andrew per sistemare le cose. L’otto gennaio c’è la mia laurea, l’ho rimandata di un mese, nonostante sia bella che finita la tesi. Mi sto allontanando un po’ dal mondo lo riconosco. Ma mi sento tagliata fuori da tutto. Amber ormai tra Chris e Amanda non ha bisogno di me, Mike è totalmente preso da Keira, e Kath e Blaine ormai sono diventate inseparabili. E io? Rimango sospesa a metà, non mi sento parte di niente, ne mi ci voglio sentire. Quando finì con William credei di morire, mi mancava l’ossigeno e il cuore ad ogni battito mi faceva male. La rottura con Jake è stata drastica, dopo due anni e passa, dopo tutto… Ho perso il mio migliore amico e fidanzato. Mi ha fatto sentire sporca, forse lo sono, forse è per questo che mi sono fatta un tatuaggio, sono entrata in una specie di banda e corro. Oh. No…
Corro perché amo correre, sentire il rombo della macchina, l’odore delle gomme bruciate sull’asfalto la fiamma scintillante blu del Nos. Amo l’adrenalina che è in circolo nel corpo, mi sento libera di fare tutto, vivo per i venti minuti della corsa, anche se fossero solo cinque, io vivo con la mia macchina. Se lo sapessero i miei amici, i miei fratelli… Quanti altri giudizi sbagliati mi pioverebbero addosso? Quanti ‘Sbagli’ ‘Sei pessima’ ‘è pericoloso’ dovrei sorbirmi? Quanti sguardi di rimprovero, e di compatimento? Troppi…
Io non reggo tutto questo, non reggo più la sofferenza di un cuore spezzato, non ho la forza di reagire, è meglio fare finta di niente e accantonare il dolore in un angolo sperduto di me.
E mi ritrovo a vivere una doppia vita, il giorno lavoro, e la sera corro. Ho due ore di sonno a notte, ma mi basta, credo che in due settimane ho ripagato completamente Daniel, le scommesse alcune di esse sono alte, e ho perso solo una gara. Andrew corre con me, ci alterniamo. È folle tanto quanto me, anzi di più…
Mi trovo davanti al Pub del Rev. Potrei fermarmi, scendere a fare un saluto. Ma no… Non ci riesco, le parole di Jake davanti a loro, le loro risate, le battute, magari avevo proprio esagerato. E poi Kath e Blaine mi aspettano a casa mia, per una serata tra ragazze. Ingrano la terza e con un rombo parto in direzione di casa mia. Arrivo in garage e parcheggio la macchina, non scendo subito, sento un peso comprimermi lo sterno. Mi sento la terza parte di un duetto esclusivo. Mi sento fuori dal mondo… Più cercano di aiutarmi e più li allontano dalla mia vita, una ragnatela di bugie e menzogne. Ho anche paura. Non so di cosa, semplicemente paura di osare ancora di legarmi a qualcuno, paura di essere respinta anche dagli amici. Amo nascondermi. Cosi non potrò far soffrire nessuno, Chris s’è sentito abbandonato da Jake, Keira mi odia… Tutto per colpa mia.
L’ascensore mi sembra essere più piccolo ogni volta. Mi rendo conto di essere matta, che mi sento al sicuro solo quando sto dentro la mia macchina e rischio la vita correndo. Ma non ci posso fare niente, infondo dal 31 ottobre non sono neanche più io. Credo di aver lasciato la vecchia me nell’abito da Maria Antonietta. Ah quell’abito l’ho bruciato.
“Sono a casa” Dico prendendo un bel respiro, e sento il dolore tornare pressante nel mio sterno.
“Finalmente” Blaine mi sta aspettando appoggiata al mobile della cucina, ha in mano un sacchetto di M&M’s. “Alex è via, Mike è uscito con quella là, Amber è andata a soccorrere Mel, anzi Pete, dato che Mel lo stava per uccidere…” M’informa tranquillamente.
“Bentornata!” Kath sbuca fuori all’improvviso sorridente.
“Grazie” Dico stiracchiandomi le braccia.
“Oggi Sergey è stato tre ore al Lake, con un tizio ancora più Losco, e parlavano una lingua Loscherrima..” Dico facendo sorridere Kath e Blaine.
“Oggi non esci con Andrew?” Chiede Kath, pronunciando quel nome in maniera leggermente acida.
“No, stasera ho serata libera…” Rispondo scherzando, mica tanto poi…
“Ma state insieme?” Domanda seriamente Blaine.
“Ma diamine.. No!” Ma che le salta in mente?
“Sai ormai sono più di due settimane che uscite sempre insieme…” Aggiunge Kath.
“No che c’entra, siamo amici…” Chiudo gli occhi e prendo un bel respiro. “Sediamoci va, che vi devo spiegare un po’ di cose…”
“Ok, ci dobbiamo preoccupare?” Sospira Blaine scendendo dal ripiano della cucina, e salendo sullo sgabello.
“Non proprio…”
Non so quanto tempo passa, gli ho detto tutto, almeno in parte… Gli ho fatto vedere il tatuaggio, gli ho spiegato delle corse, di come stanno le cose con Andrew e di come mi sento in questo periodo, omettendo la parte della compagnia…
“Ant, sei sicura che non sia niente di troppo rischioso?” Mi chiede Kath.
“Niente di rischioso… Solo divertimento, e adrenalina…” Sorrido sincera, io sto bene quando corro, mi sento me stessa… Sono libera…
*
“Waaaaaaaaaa” Urlo spengendo il motore della macchina.
“Cosa?” Chiede inarcando il sopracciglio Andrew.
“Il Pub!” Esclamo indicando l’entrata del Pub. “Mi piace!” Aggiungo uscendo.
Intanto Daniel, Marcus, e Lorenz ci aspettano all’entrata.
Mi sistemo meglio la maglia, scoprendo cosi il tatuaggio, che grazie a Dio ha smesso di farmi male.
“Entriamo dai, abbiamo un paio d’ore…” Dice Daniel spengendo la sigaretta con la punta del piede.
“Ragazzi andate a sedere, devo salutare un paio di amici!” Dico non appena individuo la Compagnia. Chick annuisce e vanno a cercare un posto dall’altra parte.
“Messeri!” Esclamo comparendo al tavolo della compagnia.
“Antea!” Esclama Little Mike venendomi a salutare, lo abbraccio e gli do due baci sulla guancia.
“Chi si rivede…” Dice Syn inclinando la testa all’indietro per riuscire a vedermi senza spostare il suo cappello.
“Sono passata per un saluto” Dico finendo di salutare tutti, per ultimo: Ian. E come sempre il mio cuore manca di un battito.
“Bello il tatuaggio!” Esclama Zacky fermandosi ad osservare il piccolo teschio, avvolto da edera e una rosa bordeaux che mi sono fatta due settimane fa. Lancia un occhiata a Syn, che incuriosito si toglie il cappello, e osserva il disegno.
“Grazie” Sorrido.
“Interessante” Commenta alzando lo sguardo alle mie spalle. Con la coda dell’occhio vedo il Rev annuire, mentre asciuga un boccale con uno straccio.
“Antea dobbiamo andare” La mano di Daniel mi fa sobbalzare.
“Ok Dan, ma siamo appena arrivati…” Dico cercando di convincerlo a rimanere qui.
“Ho detto ora, abbiamo da fare” Fa una leggera pressione sulla mia spalla e mi tira indietro. Hanno tutti quanti un espressione funerea.
“Ok” Sbuffo salutando la compagnia con un gesto della mano e uscendo.
“Ragazzi devo rientrare un secondo, ho notato un vecchio amico da salutare… Voi andate al molo 67” Dice Chick rientrando al pub.
[Cambio di POV: Ora è di Daniel il punto di Vista]
Rientro al Pub, questa proprio non ci voleva. Conosce Syn e Company. Miseraccia nera, e da come c’era in confidenza li conosce pure bene. Maledizione.
Noto Synyster alzarsi molto lentamente dal tavolo, il suo sguardo come sempre non annuncia niente di buono. Quante risse avremmo fatto nel corso degli anni? E ci ritroviamo sempre uno di fronte all’altro. Ammetto che ho timore di lui, non è la solita testa calda, è completamente fuori di testa, non ha molte remore nel tagliarti la giugulare con i frammenti di una bottiglia di birra.
Noto Zackary fare il segno della croce, bene sicuramente ci sarà rissa.
“Non voglio guai” Dico non appena il gelo scende sulla tavolata. “Lei è nostra stop. Non voglio avere rogne con voi, negli anni passati ne abbiamo avute abbastanza. Ma state fuori da questa faccenda” Dico categorico, senza abbassare lo sguardo.
“Lei non è vostra” Scandisce bene le parole.
“Corre per noi” Spiego freddamente. “È nostra e stop. Tornate a rintanarvi, voi in questi giri vi eravate chiamati fuori… Non è più tempo per voi”
“Attento a quello che fai Daniel. Ricordati chi c’era prima di te e dei tuoi idioti.”
[Fine]
*
[21 Dicembre]
“Syn ciao!” Dico uscendo dall’ascensore, lui è appena uscito dall’appartamento di Ian.
“Ciao Antea” Mi saluta con un cenno del capo, tiene le mani in tasca, e mi osserva, i suoi occhi ricadono nel punto dove mi sono fatta il tatuaggio.
“Hai una vaga idea in che cosa ti sei ficcata?” Chiede tagliente, come sempre.
“Io corro e stop” Sospiro appoggiandomi alle porte dell’ascensore ormai chiuso. “Daniel mi ha rifatto la macchina, ho pagato il mio debito, ma ora corro per divertimento…” Aggiungo mordendomi un labbro.
“Certo e tu credi che loro facciano solo corse clandestine, vero” ride istericamente, mi fa quasi paura. “Antea, sul serio, non sono la persona adatta a dirti cosa devi o non devi fare, ma ti do un consiglio spassionato: lascia perdere quella gente”.
Un monito? Uno di quei consigli che sarebbe meglio seguire ciecamente? Cosa è? Non capisco…
“Syn.. So che magari non corrono solo.. Ma.. Non ti sò dire neanche io perchè ci sono finita in mezzo, e comunque credo che non mi lascino andare via cosi facilmente... Ho perso due gare cu trenta che ne ho vinte... E oddio, non lo sò..”
Che altro posso dire? Che cavolo sono una dannata ragazza che sta tornando ai tempi adolescenziali?
“Non ti sto dicendo che tu debba uscirne da sola, lo sai che noi ci siamo per te, basta che chiedi” E di questo ne sono certa Syn. Veramente… Lo osservo riflettere pensieroso.
“Syn non voglio mettervi in mezzo, sai benissimo che non lo vorrei mai... Ce la posso fare anche da sola, sfido Chick, l'ho battuto una volta, la seconda mi riesce anche meglio con la macchina che mi ha fatto... Se non riuscirò a cavarmela da sola ti chiamo… Ma non voglio che vi mettiate nei guai… Nessuno!”
“Io ci ho provato, vedi solo di non farti ammazzare” risponde lapidario.
"Ok perfetto, se me la vedo brutta ti chiamo, opportunista fino alla fine”
"Benvenuta nel club!" sogghigna divertito. Mi scompiglia i capelli entrando nell’ascensore. “Stammi bene, Ant”
“Inutile dirti: ‘Anche te’ o ‘Fai attenzione vero’?” Chiedo mentre entra in ascensore, e prima che le porte si richiudano alle sue spalle sento una risata. Inquietante, quel ragazzo è inquietante.
Rientro a casa esausta, non ce la faccio più realmente, ho finito la tesi finalmente a gennaio potrò togliermi questo incubo di dimensioni enormi che è l’università. E magari lasciare le corse, magari anche trovare il principe azzurro, cosi da prenderlo sotto con la macchina per avermi fatto illudere una vita che esistesse.

“Siamo stati invitati a una festa in maschera sta sera! Ti ricordi si?” Esordisco entrando in camera di Jake, che è seduto alla scrivania, leggendo vari casi di lavoro.
“Hn” Mi saluta con un cenno della mano, sorrido e mi siedo sul letto.
“Al Pup, con la compagnia di Ian e Blaine” Aggiungo subito, da quando sono uscita al pub con Ian, quella volta mi sono rimasti impressi tutti quanti. Little Mike mi fa morire, è una forza della natura, e con Jamie, anzi no Logan, ho un buon rapporto; ci siamo fatti la promessa che prima dell’arrivo degli agenti di ‘Manticore’ mi passino a prendere, ci facciamo una maratona di non so quale film o serie tv.
“Che ridi?” La voce di Jake risuona lontana della mia mente, riportandomi nel pianeta terra.
“Niente, una cosa che mi son detta con Jamie” Mi stiracchio sul letto, allungandomi verso Jake per dargli un bacio.
“Insomma ti hanno proprio colpito” Commenta scansando le sue labbra dalle mie. Gelosia. La riconosco, questa è gelosia mista a irritazione.
“Beh si dai, sono ragazzi simpaticissimi” Commento rimanendo sul vago. Ultimamente è un litigio continuo.
“Sarà” soffia baciandomi il collo, io chiudo gli occhi e mi lascio andare tra le sue braccia.
Jake sta parcheggiando, io entro nel Pub, c’è confusione ovunque, musica alta e gran frastuono di risate. Mi piace, una festa caotica. Certo il mio abito non è dei migliori, è esageratamente ingombrante. Amber è stata un amore a trovarci dei costumi stupendi, realmente perfetti. Poi il mio lo adoro. Ha un corpetto rigido senza spalline, e devo ammettere che valorizza ogni mia curva, le maniche a ‘campana’ sono tenute sulle braccia da degli elastici a fascia, la gonna è immensa.
Sono una Maria Antonietta perfetta.
“Oh cosi si ragiona!” Dice Little Mike non appena mi tolgo la gonna del vestito. Questo abito me lo ha prestato Amber, è del suo scorso carnevale, ed ha una doppia gonna. E diciamo che la seconda gonna è decisamente corta. Noto i ragazzi della compagnia sorridere ed applaudire.
“Ok, che fine hai fatto fare ad Antea?” Mi chiede Syn ridendo.
Il mio sguardo cade su Ian, che è intento a bersi una pinta di birra in un solo sorso. Povero magari ha mangiato qualcosa di piccante… Subito dopo osservo Blaine squadrare il fratello, e accendersi una sigaretta scuotendo la testa. Kath mi fa una foto, sto per dirle di farne un insieme ma…
“Cosa sarebbe questo?” Mi chiede Jake girandomi verso di lui con un braccio.
“La sorpresa!” Rispondo sorridendo, ignorando il male che provo alla stretta sul braccio.
“E che sorpresa sarebbe?” Chiede inarcando il sopracciglio. Sento dietro una battuta di Little Mike, veramente carino, mi giro e gli faccio una linguaccia. Non appena torno a guardare Jake vedo in lui quello sguardo. Troppo arrabbiato e serio per essere uno scherzo.
“Jake dai!” Dico tentando di sdrammatizzare, ma i commenti e le prese in giro dei ragazzi proprio non aiutano.
“Antea rivestiti subito… Non vorrai mica far la figura da…” Dice in un sibilo furioso.
“Da cosa Jake?” Chiedo incredulo, non può essere il mio Jake questo qua.
“Da Mignotta ecco da che!” Dice freddo e furioso. Sento la compagnia rimanere in silenzio.
Il mio cuore ha ceduto. Non credo di riuscire a sopportare oltre.
“Ritira quello che hai detto!” Dico subito strattonando il braccio ancora stretto nella sua presa.
“Non credo proprio! Vestita cosi… Credo che i dubbi siano pochi!” Ripicca acido.
“Jake smettila, non è divertente!” Dico trattenendo le lacrime.
“Già perché ritrovarmi una Pretty Woman come fidanzata si vero?”
Sento le gambe cedere, è veramente un’assurdità. Non sta capitando a me.
“Vattene lurido bastardo!” Dico quasi urlando, al diavolo tutto. Vedo Keira che si avvicina a me, mi squadra dalla testa ai piedi. Vedo il disgusto dipingersi sul suo volto.
“Te che vuoi?” Dico diretta alla sorella di Jake.
“Dirti che sei un egocentrica stronza!” Risponde limpidamente, prendendo sotto braccio Jake.
“Credo che sia ora di andare per voi due” Syn si fa avanti, tranquillo e serio come sempre. Si è praticamente messo davanti a me, come se volesse proteggermi da quegli sguardi che mi stanno annientando.
“Non ti preoccupare ce ne andiamo” Dice stizzita Keira.
Sto male. Sento che sto per vomitare il mio cuore, non mi serve più.
Sento Kath che mi sorregge, il Rev ci permette di andare nel retro.
Il rumore della festa ora è quasi lontano, sento la testa pesarmi. Qualcuno bussa alla porta. Magari Jake, viene fuori che è tutto uno scherzo squallido.
Vedo Jamie fare capolino alla porta.
“Jamie magari non è il caso…” Dice Kath, ma lui non si sposta.
“Devo parlare con Max, un secondo” Ricollego al volo il nome, e sorrido, gli faccio cenno di entrare. Ha in mano la gonna che mi sono tolta.
“Logan” Mi asciugo le lacrime con un polso.
“Hey, asciugati quelle lacrime, hai un mondo da salvare.” Mi dice porgendomi la gonna, ed esce.
Io scuoto la testa che non smette di girare. “Mi presti il cellulare?” Chiedo a Kath. “Io non so neanche dov’è il mio…” Dico disorientata scoppiando a piangere.
“Hey Ant.” Mi abbraccia forte, come per darmi la forza necessaria per reagire. “Non ti preoccupare usa il mio”. Passano dieci minuti, ho chiamato James, tra qualche minuto mi passerà a prendere. Esco dal retro del Pub, torno nella folla, la compagnia continua a festeggiare. Vedo Ian guardarmi negli occhi silenzioso, proprio come Blaine e Syn. Sorrido scuotendo la testa.
“Mi spiace per lo spettacolo penoso” Dico in un sussurro flebile. “Ora devo andare” Dico correndo fuori dal locale, vedo Kath con la coda dell’occhio bloccare Blaine.
Esco all’aria gelida notturna. Mi sono resa conto di aver lasciato dentro la mia borsetta. Spero che domani Kath me la riporti, ma non m’importa, in quel pub c’ho lasciato molto più: il mio cuore.
Sento una macchina frenare di colpo, neanche mi sono resa conto di essere scesa dal marciapiede.
“Antea!” La voce di James mi fa sorridere, e non appena sento le sue braccia intorno a me scoppio a piangere. Sono sfinita.
*
[Le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia. Italo Svevo]
“Tanti auguri a te! Tanti auguri a te! Tanti auguri dormigliona” Una voce corale mi sveglia. Ho un mal di testa da record. Non appena apro gli occhi, riesco a capire che non sono nella mia stanza, i miei amici mi fissano sorridenti: Marlene, Miranda, James e Andrew. Tutti davanti a me.
“Ah già” Mi tiro su a sedere sul letto, ho indosso sicuramente il pigiama di James addosso, grazie a dio. “Grazie ragazzi” Sorrido, e sento i muscoli facciali tirarsi al limite. D o l o r e. Quello che sto provando è una fitta al cuore, continua.
“Dai alzati e cambiati” Miranda mi tira via le coperte, e mi lancia una borsa con dentro dei vestiti, sicuramente suoi. “Ti aspettiamo in cucina” E detto ciò escono dalla stanza. Faccio un lungo respiro, chiudo gli occhi e la festa mi torna viva e prepotente.
[ I o t i l a s c i o.]
Rotta come una vecchia bambola di porcellana.
[M i s e n t o s o f f o c a r e]
Farà male anche a me non credere. Una parte di me morirà con la nostra storia.
[U n o s b a g l i o, u n s o g n o . U n d e s t i n o c o n t r a r i o .]
Se guardo il sole brillare, potrò essere il nuovo ikaro?
[M i h a i f a t t o s e n t i r e u n a p u t t a n a]
Non l’ho meritato. Volevo divertire, osare giocando.
Infilo i pantaloni di Miranda,neri con miliardi di tasche, mi stanno leggermente larghi, non ne dubitavo, mi ha passato i suoi abiti da Hip-Hopper. Sembrerò la brutta copia di un Eminem Femmina. Ho una maglia a maniche lunghe bianca, con sopra una a maniche corte nera, e sopra ancora una canottiera a rete larghe rosa shocking. Ecco, come se non bastasse ho una felpa con cappuccio, e un post-it su essa: “Devi tenere il cappuccio tirato su. Non discutere”.
Le scarpe sono comode almeno, sempre più dei miei stivali di ieri sera.
Mi specchio, i vestiti mi stanno bene, nonostante non sia per niente il mio stile. Vado in cucina so che James non ha detto niente di me e Jake, meglio cosi, non voglio che si sappia, si scoprirà con il tempo.
*
Chiudo e gli occhi e faccio un bel respiro. Entro, e vedo Jim venirmi incontro con una bellissima rosa bianca. Come ogni anno, non si è mai dimenticato del mio compleanno.
“Auguri Antea” Un bacia mano galante e un sorriso amorevole.
“Grazie Jim, sei gentilissimo come al solito” Sorrido, e sento di nuovo il mio viso tendersi dal dolore. Che brutti scherzi gioca un cuore rotto a metà. Chiamo l’ascensore, mi metto in attesa del suo arrivo, spero solo di non incontrare Jake, ne Keira, ne Chris. Nessuno, voglio solo rifugiarmi nella mia stanza, dimenticare che oggi è il mio compleanno, che dovevo andare a Las Vegas con Jake per tre giorni, e che ci siamo lasciati. Finita stop chiuso.
Esco dall’ascensore a testa bassa, il mio cuore minaccia di esplodere, mi sento mancare il fiato, credo di impazzire, o morire. La differenza sarebbe netta, ma la seconda ipotesi mi risparmierebbe molte cose.
[L'anima è piena di stelle cadenti. Victor Hugo]
Chiudo la porta della mia stanza, non ho neanche notato se qualcuno era già alzato o meno. Avrei voluto continuare a correre, all’infinito e senza meta. Magari il cuore sarebbe esploso per lo sforzo, e non per il male che provo. Mi siedo a terra, con la schiena appoggiata alla porta. Porto le gambe al petto e appoggio il mento sulle ginocchia.
“Antea sei tornata?” La voce squillante di Amber mi fa sorridere nonostante tutto.
“Si Amber, arrivo subito” Dico cercando di asciugarmi le lacrime, apro la porta del bagno ringraziando il cielo che Amber sia in cucina. Abbiamo il bagno in comune, all’inizio la cosa mi dava fastidio, però poi abbiamo trovato i nostri compromessi; e devo ammettere che avere una ‘sorellina acquisita’ non è poi cosi male. Appoggio le mani sul lavello, e mi guardo dritta riflessa sullo specchio. “Te oggi sarai felice. Ci saranno a pranzo una miriade di persone. E tu dovrai essere felice.”
Me lo ripeto almeno tre volte. Chiudo gli occhi e li riapro. Farà sempre meno male, e ti peserà sempre meno. Oggi compi gli anni. Festeggia senza preoccupazioni.
“Eccomi, Eccomi, Eccomi!” Dico entrando in cucina, e rimango a bocca aperta. Un’intera tavolata di dolci di ogni genere mi sta attendendo.
“Tanti auguri impiastro” Alex è il primo a farmeli, e seguono a ruota Mike e Amber.
“Credevamo che fossi scappata per non dover cucinare oggi…” Aggiunge Mike, dandomi un bacio sulla testa, e abbracciandomi forte. Mi lascio andare in quella stretta, se solo sapesse quanto ne ho realmente bisogno.
“Ok, oggi ti do una mano in cucina” Mi sorride Amber, essendo festa nessuno lavora.
“Grazie” Annuisco riconoscente, credo che oggi avremmo almeno due mila persone in giro per casa.
“Quanti saremmo?” Chiede Alex, sbucando fuori con la testa dal giornale che stava leggendo.
“Lo vuoi proprio sapere?” Chiedo inarcando un sopracciglio. “Ventuno” Aggiungo subito dopo, afferrando una ciambella alla cioccolata.
“Cavolo!” Soffia Mike allucinato. “Ma ce la fai a cucinare per tutti?”
“Beh si.. Considera che quelli del Bar non vengono, altrimenti saremmo stati venticinque..” Sospiro io, sedendomi sullo sgabello.
“Non viene neanche Jake, ha detto che ne avete già parlato, e che deve andare fuori città per qualche giorno” Mi dice sorridente. Jake.
*
“Oddio…” Tremo aprendo il pacchetto dei miei genitori, è una scatolina piccola, incartata con carta dorata. Non appena tolgo il coperchio noto un porta chiavi, e c’è una chiave attaccata. “Oddio!” Mi ritrovo a urlare esaltata. “Non ci credo! Non ci credo!” Continuo a dire, riconoscendo immediatamente l’utilizzo di quella chiave.
“Tieni” Leo mi passa un Depliant.
“Una Celica!” Urlo esaltata come poche in vita mia. “La 2800 Gt, assettata da strada e da pista!” Continuo a dire con gli occhi lucidi, vedo Mike che se la ride sotto i baffi, pure Alex.
“Dov’è?” Chiedo guardandomi intorno, facendo ridere i presenti.
“Giu in Garage e li resta fino a domani” Mi dice prontamente Chris, sa benissimo che se salgo su quella macchina non scendo più.
“Ok perfetto” Metto su la classica espressione da gattina ferita.
“Ecco, bellissimo. Ora mi spieghi come facciamo a competere con una macchina?” Sbuffa inviperito Alex. “Ma vi pare come primo regalo?” Aggiunge spintonando il fratello maggiore, e scoppiamo tutti a ridere.
“Ok, credo che ci sia una cosa che potrebbe minimamente competere” Andrew attira l’attenzioni di tutti. “Questo” Mi porge una scatolina piccola, Ian me la passa dato che è seduto davanti a me, vicino a Syn e il Rev.
“Ohhhhhhhhh” Il coro parte dai ragazzi della compagnia, e poi ci si mettono anche i miei amici di Università.
“Alè” Urlano tutti in coro dopo che ho aperto il pacchetto. Sbatto due volte gli occhi, incredula. Non ci riesco a credere, deve essere un sogno.
“Oh Mio Dio!” Urlo elettrizzata, facendo sobbalzare Amanda che è seduta vicino a me.
“Tia ma puoi chiamarmi Andrew” Risponde prontamente l’amico mio, sorridendo.
Mi alzo di scatto lasciando la scatolina su divano, e corro in braccio ad Andrew. Gli salto praticamente al collo, stritolandolo in una morsa ferrea.
“Gli ha regalato le chiavi del paradiso?” Chiede Mike inarcando il sopracciglio.
“No. Biglietto per i My Chemical Romance, più il Free Pass!” La voce squillante di Manda risponde alla domanda di mio fratello. “Svelato l’Arcano!” Aggiunge facendo le spallucce.
“Ok, c’è qualcuno qui che ha fatto regali da comune mortale?” Chiede Alex spazientito. Non appena mi stacco da Andrew, che è diventato rosso come un peperone, torno al mio posto. Credo di poter brillare di luce propria.
“Oddio! I Pass!” Aggiungo sognante.
“Beh almeno, non erano i biglietti per i Backstreet Boys!” Commenta Syn alzando il bicchiere di Jack Daniels, come a volermi fare l’ennesimo brindisi.
“Ora c’è il nostro!” Eve mi porge il loro pacco, è enorme, e pesante.
“Oddio non l’avete fatto fare ad Amanda vero?” Chiedo allarmata, osservando la più piccola di casa Philips.
“Oh si l’anno scorso è stata geniale!” Blaine interviene sogghignando.
“Si certo!” Commento sbuffando divertita.
“Che è successo l’anno scorso?” Chiede Alex, leggermente in imbarazzo, infondo sarebbe stato il settimo anno che, non avrebbe passato con me il compleanno.
“Hanno preso uno di quegli scatoloni immensi. Riempito con mattoni e polistirolo” Inizia a spiegare Blaine. “Quindi sembrava pieno, e Antea che si aspettava chissà che cosa, praticamente ci si è quasi buttata dentro, e alla fine era una piccola confezione di orecchini” Scoppiano a ridere tutti, anche quelli della compagnia.
“Si ok lo apro eh! Ma giuro di non caderci dentro!” Annuisco convinta scartando il pacco. E non credo per l’ennesima volta ai miei occhi. Un pc, portatile. Un Sony Vaio! Come quello che hanno le sorelle.
“Antea!” Urla Amanda facendomi perdere almeno venti anni di vita. “Il biglietto!” Me lo porge. Neanche mi ero resa conto, lo apro, e rileggo almeno tre volte quelle due semplici righe.
` Uno per ogni sorella Philips. Mancavi solo te. Con affetto Eve Kath e Mandy `
Non riesco a trattenere due lacrime, che galeotte scivolano lungo le guance.
Passo un’altra ora buona a scartare i regali. Mi sono arrivati dei fantastici stivali di D&G dai ragazzi della facoltà. Mike e Alex mi hanno regalato un giacchetto nuovo per andare in moto, e il casco aereografato con un disegno tribale. Amber è quella che mi ha fatto fare la figura peggiore. Un completino intimo Sexy della collezione che uscirà tra qualche mese. Ma il fatto che l’ha mostrato a tutti. Gli amici di Amber mi hanno regalato un vestito sempre di D&G. Amber aveva messo in contatto loro con gli amici dell’università. Ian e Blaine mi hanno regalato una fantastica custodia per la chitarra, è bellissima, in pelle nera con davanti aereografato il mio nome scritto stile Tag da graffito. Gli altri miei fratelli invece, mi hanno gentilmente chiesto di aprire il regalo dopo in separata sede.
“Hey manchiamo noi!” Esclamano Syn e il Rev in contemporanea.
“Voi?” Chiedo stupita. “Ragazzi ma non dovevate! Vi giuro che è bastata la vostra presenza come regalo!”
“Si beh, assolutamente no.” Esclama coinciso Little Mike.
“Tieni! Max” Mi dice Jamie, porgendomi due pacchetti.
“Grazie Logan” Dico cercando di imitare lo sguardo serio di Jessica Alba in Dark Angel.
“Aprili dai! Prima quello duro!” Commenta sempre Little Mike, facendo scoppiare a ridere tutti.
“Ok, prima quello duro!” Annuisco facendogli l’occhiolino in maniera maliziosa. “Ma è la miglior annata!” Esclamo mostrando una bottiglia di Jack Daniels. “Ma Rev” Mi volto verso lui, so che questo regalo è suo, si è ricordato una delle prime chiacchierate che abbiamo fatto qualche giorno fa
“Shhh apri l’altro!” Dice scuotendo la testa.
“Nooo non ci credo!” Esclamo felice. “Il completo della Jack Daniels!” Scoppio a ridere.
“Mi ci gioco la testa che questa idea è di Little Mike e Jamie!” Aggiungo ilare. “Arrivo subito!” Dico prendendo gli stivali che mi hanno regalato e il regalo dei ragazzi.
Dopo cinque minuti mi presento in sala: ho la maglietta a maniche lunghe della Jack Daniels, e anche la gonna a pieghe decisamente corta in coordinato. Ci ho messo anche gli stivali che ho ricevuto in regalo, e devo dire che mi stanno perfettamente.
“La taglia però l’ho scelta io!” Esclama Syn facendo scoppiare a ridere tutti.
*
Mi sono ricambiata, decisamente non volevo sporcare il loro regalo di compleanno, ma devo cucinare dei Muffin, l’ho promesso a Ian. Dio che giornata. Sta mattina avrei voluto restarmene sola, avere i miei tre giorni neri con sbattimenti e pianti, e dopo riprendere la mia vita di tutti i giorni. Ma poi sono arrivate in mattinata le sorelle, anche se non lo sanno, lo hanno intuito, e hanno fatto di tutto per farmi stare bene. Dopo ci si sono aggiunti Ian e Blaine, ed a pranzo gli amici di Amber e i miei della facoltà. Poi sono venuti anche Chris e Leo, non li vedevo da quasi un anno. Certo la presenza di Keira ammetto che non è molto gradita, sinceramente le sue parole sono state fuori luogo, ma Mike ci tiene a quella là. Vorrà dire che la sopporterò. Chris credo di averlo perso per sempre. Jake parte. Va in Inghilterra per colpa mia. Non credo che me lo perdonerà mai.
La vita non è mai semplice. Sento le risate degli altri di là, c’è un bellissimo assortimento di persone. Che apparentemente non hanno niente in comune, ma che mi hanno reso questa giornata indimenticabile.
Alzo lo sguardo verso lo stipite della cucina, e intravedo Ian appoggiato si lato che mi fissa. È questione di un secondo, caccio un urlo strozzato, e per lo spavento il mestolo con cui giravo l’impasto dei Muffin mi sfugge dalle mani sporcandomi tutta di cioccolato.
Sento Ian ridere, e si avvicina di qualche passo.
“Fermo li!” Esclamo pulendomi il viso con uno straccio. “Sei in pericolo quasi mortale!” Aggiungo ridendo leggermente isterica. Sempre peggio, ogni volta che lo incontro ne combino qualcuna. Sono un caso umano, da rinchiudere in qualche laboratorio per fare delle ricerche.
“Ok” Alza le mani in segno di resa, e si siede su uno sgabello.
“Scusa, ma credo di essere una potenziale arma” Ammetto arrossendo, per fortuna la farina maschera un po’ la mia emozione.
“Beh un’arma intelligente, no?” Scherza divertito.
[Mi potrei perdere in quel sorriso]
“Si, certo, ma anche altamente instabile, credo che riuscirei ad attivare i Missili delle basi Nato, anche senza volerlo” Dopo essermi ripulita alla meglio.
“Wow” Continua a ridere. Perfetto potrei mettermi una fragola rossa al posto del naso, e sarei un clown perfetto.
“I Muffin saranno buonissimi però!” Spiego subito infornando la prima teglia.
“Non ne dubito, il pranzo e gli stuzzichini erano buonissimi” Commenta ilare. Ha indosso una felpa nera, posso solo notare quanto gli stia divinamente bene.
“Grazie, Syn e Little Mike hanno apprezzato le mini-pizzette!” Dico entusiasta. Amo cucinare, e farlo oggi per questa orda di persone, mi ha proprio divertita, e ammetto che senza l’aiuto di Amber la cosa sarebbe stata impossibile.
“Va tutto bene?” Chiede leggermente più serio guardandomi negli occhi. Rimango un secondo spiazzata da questa domanda. Annuisco abbassando lo sguardo.
[Troppo intenso il suo]
“Va meglio di quanto si possa credere. Di là ho oltre venti persone che mi hanno dimostrato quanto mi amino” Aggiungo in un soffio. “Grazie Ian” Torno a guardarlo negli occhi sorridente.
“Certo Little Mike ti potrebbe anche sposare!” Smorza la tensione e scoppiamo a ridere in due.
“Oh si, potrei anche accettare in futuro!” Annuisco sorridente.
“Antea vieni qua! C’è l’ultimo regalo d’aprire!” La voce di Amber richiama la nostra attenzione, tolgo il grembiule, e mi ripulisco ancora un po’. Ed entro in salone.
“Wow hai fatto a lotta con l’impasto?” Chiede Mike ridendo.
“Eh si la farina al giorno d’oggi è un brutto delinquente!” Aggiunge Alex, strappandomi un sorriso.
Si avvicina a me Andrew. “Ecco questo credo che sia da parte di tutti” Mi porge un tubo enorme. Lo stappo e sfilo quello che sembra un poster.
“Dai aprilo!” M’incita Amanda seduta sulle gambe di Mike.
Io lo apro lentamente e riesco a capire che è una mia foto, in bianco e nero. So chi me l’ha fatta, è di due anni fa. Rivolgo lo sguardo a Leo, che ha gli occhi lucidi. Devo ammettere che la foto è bellissima.
“Ma” Riesco a dire, quasi commossa.
“Wow! Sei uno schianto li!” Esclama Andrew appoggiato da James. Mi giro verso loro e li fulmino con lo sguardo. “Solo li? Cosa vorreste dire?” Lo provoco passando la foto a Mike e portando la mani con il pungo chiuso sui fianchi.
“MyLady sai che io ho solo occhi per te!” Andrew mi prende la mano, e fa un lieve inchino. A volte sembra perfino serio! Sorrido divertita. James invece si limita a lanciarmi un occhiata, che sembra dire: ‘Vedi? È cotto di te!’. Scuoto la testa ignorandolo.
*
È quasi mezzanotte, i ragazzi se ne sono andati tutti, Mike è con Keira, e Chris è andato al lavoro, aveva il turno notturno. Alex è non so dove, e non so con chi. Ultimamente è misterioso, avrà qualche tresca sicuro.
“Se siete sempre cosi generosi ai compleanni, capisco perché la gente ne vorrebbe dieci all’anno” Il commento divertito di Amber mi fa sorridere.
“Domani mattina hai lezione?” Chiedo finendo di sistemare il salone.
“No ce l’ho solo dopo pranzo” Si stiracchia prendendo l’ultimo piatto di carta da buttare.
“Ok allora vieni con me a fare un giro in macchina, ok? Poi pranziamo insieme e ti porto a lezione” Dico sparendo qualche secondo nel ripostiglio, per prendere un sacco della spazzatura nuovo.
“Certo! Sono curiosa di vederla!” La sento dire dalla cucina. “Ant, vai a metterti il pigiama, io ti aspetto in sala”
“Perché?” Chiedo sporgendomi in salone.
“Tu fallo e basta!” Sbuffa sonoramente, io senza fare ulteriori storie mi vado a cambiare. Entro nella stanza e trovo uno scatolone rosso, con dei cuori disegnati bianchi. Mi guardo intorno e noto la mia stanza semi vuota, mancano molte cose. Cose mie e di… Jake.
C’è una lettera sullo scatolone. La prendo e mi siedo sul bordo del letto per leggerla.
Tia,
Abbiamo pensato a renderti le cose più semplici. Certo invadendo la tua privacy e risultando un po’ impiccioni. Ma vogliamo farti voltare pagina il prima possibile. Sappiamo quanto tu stia soffrendo, mascherando tutto con dei sorrisi, adorabili ma spenti. Io (Sono James, ma avrai sicuramente capito la calligrafia) Andrew, con l’aiuto di Amber e Kath, abbiamo deciso di mettere tutta la roba che ti avrebbe fatto soffrire in questo scatolone; cercando di non dimenticare niente. Non devi dimenticare, ma solo continuare a sperare.
Ora ti parlo per me, gli altri stanno discutendo sul fatto di uccidere “Chichi” quel dannato pupazzo Clown, che è il degno tributo a Chucky la bambola assassina. Tranquilla non lo abbiamo buttato, ma legato e messo dentro un cassetto. Abbiamo passato tutta questa notte a parlare, hai pianto, ma so che è solo la punta dell’iceberg. I tuoi progetti, i tuoi sogni non sono per niente infranti. Hai semplicemente una nuova sfida davanti a te. Con nuove regole.
Sono sicuro che riuscirai a superare tutto, non ti sei lasciata andare neanche dopo William.
Ti Adoriamo, oggi tutte quelle persone, erano li per te. Ricordatelo: non sei sola.
Agss.
James
Ps: Avendoti portato via ben tre tuoi pigiami, li abbiamo rimpiazzati con altre magliette. Andrew avrebbe preferito lasciarti senza niente. Io lo dico qui, e non lo negherò mai. Quello ti vuole per se.
Sorrido osservando l’ennesimo pacchetto della giornata. Lo apro e sono tre maglie di James, le sue che preferisco più. Mi domando cosa ho fatto di cosi bello da meritarmi gente cosi. Apro il cassetto de comodino, ignorando un clown legato e imbavagliato ripongo questa lettera. Chiudo gli occhi con la consapevolezza che domani sarà un altro giorno. Non appena li riapro sento le prime lacrime scendere calde, mi dirigo in sala, Amber mi sta aspettando con la miglior cura: il gelato.

«Sei tu il motivo per cui sono qui.»
Una semplice frase, che ha fatto collassare il mio mondo. Una semplice frase, gettata a terra con disprezzo e cattiveria. Io non me lo merito. Non da lui. Fedreric non poteva essere quel ragazzo. Non è quello il fratello che mi ha cresciuta fino a 14 anni.
Oggi sarebbe stato il suo trentasettesimo compleanno. E come ogni anno, solo io lo vado a trovare. Mamma e papà non ci riescono ormai da anni, Chris e Leo non riescono a perdonarlo, Alex e Mike non hanno mai voluto vedere il loro fratello rinchiuso.
Io, a ogni festività e appena posso lo vada a trovare. Mi faccio trecento miglia ogni volta con il cuore in gola, tenendo per mano la speranza di arrivare e trovarlo con le valige pronte, per tornare a casa. Stà migliorando a vista d’occhio, il suo medico mi chiama a ogni miglioramento. Forse per Natale avrà la libera uscita. E per l’estate prossima tornerà tra noi.
«Sei tu il motivo per cui sono qui.»
Una mantra che non mi abbandona. L’immagini del deserto mi scorrono davanti agli occhi, esausta per questa giornata infilo le cuffie dell’i-pod nelle orecchie e cerco di dormire. Voglio solo tornare a casa, dimenticare le bianche corsie e gli insulti rosso sangue.
«Non sprecare più tempo a venire qui. Non voglio più vederti»
Occhi maligni e malvagi, lingua velenosa. Non era questo che avevo lasciato tre mesi fa. Quell’uomo non era mio fratello, quella rabbia e quel vuoto non erano i suoi. Stà cambiando, proprio ora che sarebbe potuto uscire. Non voglio che cambi, è come il mio peggiore incubo che si avvera.
Arrivo alla stazione di New York, che ormai sono le tre di notte. C’è brutta gente in giro, ma non me ne curo, faccio una corsa fino alla moto nascosta dietro un garage, e non appena infilo il casco e accendo il motore torno a respirare. Il rombo profondo della mia R6 mi riempie le orecchie, giro la manopola del gas più volte, facendo fare le fusa alla piccola Panter.
M’infilo nel traffico notturno della città, sfrecciando velocemente tra una macchina e l’altra, sento i nervi sciogliersi come neve al sole, e il cuore smette di sanguinare proporzionalmente all’aumentare della velocità. L’attrito con il vento mi fa sentire viva, e le curve piegate al limite del possibile, innescano in me l’adrenalina che mi fa andar ancora più veloce.
Una freccia nera nella notte.
Divisa tra incubo e realtà.
Rallento davanti al locale della compagnia di Ian, ci sono tutti, anche Kath e Blaine. Mi domando ironicamente se avessi scelto un ragazzo come Ian o come Jamie. Pazzi scatenati che si godono la vita. Ma ho Jake. Che mi stà aspettando bel suo letto, sento il rumore metallico di catene mosse dalla frustrazione. Porto una mano al petto, sopra la taschina del giacchetto jeans, sento il mazzo di chiavi. Non di casa mia, queste hanno il portachiavi a forma di fulmine. L’appartamento di Jake.
Senza neanche rendermene conto sono ferma davanti alla vetrina del locale. Spengo la moto, e sento parte della mia tranquillità scemare insieme al rombo sordo del motore.
“Credo che assomigli in parte a Dark Angel sai?” La voce mi giunge ovattata e lontana. Noto togliendo il casco una nuvoletta di fumo.
“Mi vorresti dire che devo rifarmi labbra e seno?” Rispondo sarcastica, passandomi una mano tra i capelli. Riesco a sentire il profumo di balsamo alla menta.
“No, dovresti avere la super forza” Risponde facendo le spallucce.
“E chi te l’ha detto che non l’abbia già?” Chiedo inarcando il sopracciglio, osservandolo divertita. Jamie non risponde, sorride semplicemente, io comincio a sentire di nuovo quel dolore che mi ha attanagliato il cuore. Devo andare via, e velocemente. Infilo il casco, senza tirarlo giù.
“Ciao Max, buona serata” Mi saluta cordialmente, con un sorrisetto ironico.
“Ciao Logan” Sorrido di rimando, si aspettava una risposta del genere, lo noto dal suo sguardo.
“Non verrò di certo a salvarti” Scuote la testa e allunga la mano sulla vetrata della porta.
Lo blocco con un fischio. “Non è detto che avrò bisogno di essere salvata” Rispondo infilando il casco, accendo la moto e parto. Di nuovo il rombo del motore, di nuovo l’impatto con il vento, e soprattutto la mente libera. Vedo le luci come scie colorate, schivo le macchine più per abitudine che per volontà. La moto è da sempre il mio rifugio, il mio angolo di paradiso in terra.
Senza neanche accorgermene mi ritrovo davanti a casa. Porto la moto nel Garage.
Salgo fino alla terrazza, ho le chiavi da stamattina, spero che Jim non se la sia presa. Butto il casco e il giacchetto su uno dei lettini. Prendo il cellulare. Scorro i vari numeri in rubrica, rido quando passano quello di Ian e Jamie.
“Pronto…” Una voce strascicata e impastata dal sonno mi fa sorridere ancora di più.
“James, dormivi?” Chiedo come una cretina, certo alle una e mezzo di notte che altro poteva fare?
“No stella, sai che sono un vampiro, stavo dissanguando il tuo relatore della tesi” Biascica, sento il rumore di passi pesanti, e sportelli sbattere. Si stà facendo un caffè. Me lo posso anche vedere, con gli occhi semi chiusi, intento a non mettere il sale al posto dello zucchero.
“Non fare il caffè sarà breve” Lo avverto tranquillamente, mentre mi stiracchio. Decido di stendermi sul lettino, alzo gli occhi al cielo, e osservo le nuvole coprire il manto stellato.
“Allora sii breve” Biascica tornando il camera, sento il rumore del suo materasso ad acqua.
“Niente” Ammetto mordendomi il labbro inferiore, e solo ora mi accorgo di quanto sia idiota. Ho svegliato uno nel bel mezzo della notte, senza motivo.
“Ti voglio bene stella, ora dormi, mi raccomando Agssr”
“Agssr” Dico sorridendo chiudendo il cellulare.
Altro Giorno Stesso Schifo. Resisti.
Il risultato di una notte delirante con i compagni di Università. E poi dicono che legge la frequentano le persone a modo. Ho solo una cosa d’aggiungere: che modo storto.
*
Avere due fratelli maggiori è una cosa snervante, soprattutto se aspettano te per fare il bucato. Con molta fortuna sono riuscita a scendere in lavanderia senza cadere ed ammazzarmi. Non riesco a vedere davanti a me, e per facilitare il tutto ho anche il lettore mp3 a massimo volume. Quindi se qualcuno mi grida dietro ne lo sento, ne lo considero. Spero solo che non vada a fuoco il palazzo. E con questo pensiero decido di allungare una mano, appoggiando la cesta alla porta della lavanderia e abbasso di qualche tacca il volume. Se và a fuoco il palazzo lo voglio sapere.
Scendo i gradini che conducono alla lavanderia vera e propria, e appoggio con qualche difficoltà il cesto dei panni. In questi momenti che odio avere due fratelli, mi hanno riempita di roba che va divisa in almeno tre gruppi diversi. Ciò vuol dire che sono almeno cinque lavatrici, insieme alla mia roba e quella di Amber. Sbuffo sonoramente, ma ecco che parte «I’m not Okay – My Chemical Romance» Istintivamente comincio a cantare, è la musica che mi trascina con se, adoro questo gruppo, e se solo penso che a Ottobre fanno tappa proprio qui a New York, mi sento svenire.
Ma ecco che sento una terza voce, che non è mia, ne quella di gerard, cantare all’unisono con la sottoscritta. Mi giro di scatto, e vedo Ian che è seduto sul secondo tavolo a gambe incrociate, con una birra in mano, una cassa di birra alla sua sinistra e guarda la lavatrice.
“Ah sei tu!” Dico portandomi una mano al petto, dopo aver sfilato una cuffietta dall’orecchio. “Ciao Ian” sorrido per poi tornare a sistemare i vari gruppi dei panni sporchi. Sento il cuore in gola, e manca un battito. Non è possibile che ogni volta mi faccia quest’effetto. L’ultima volta che l’ho incrociato in lavanderia gli sono salita addosso. Dio che disastro che sono. Oddio. I A N.
Mi giro lentamente di nuovo verso di lui, magari l’ho sognato, l’ho immaginato, tutto è possibile no?
“I-Ian..” Balbetto rendendomi conto che non è svanito in una nuvoletta di fumo. Devo avere un espressione sconvolta dipinta in volto, perché mi guarda confuso. Ma è possibile che ogni volta che c’è lui nei paraggi, mi debba trasformare nella più cretina del quartiere? Sicuramente penserà che abbia qualche problema di taratura cerebrale.
“Sì, sono Ian...non ho fratelli gemelli quindi credo di essere inconfondibile... Come stai?" Risponde pacatamente, finendo di bere la birra dalla bottiglia, nella maniera più sexy che abbia mai visto fare ad anima viva. E poi sempre con tranquillità sfila dalla cassa un’altra bottiglia e l’apre.
“Bene” Fingo una nonchalance che non mi appartiene, ma mi sento gli occhi lucidi. Dio che idiota che sono. La peggiore del mondo. Dovrei avere tatuato in fronte ‘Pessima’. “Scusa ma ero sovrapensierio, a te come va?”
“Tutto bene grazie, sto aspettando che la lavatrice finisca la centrifuga... Sei un po' pallida, sai? Vuoi una birra?”
Signori e Signore. L’essere più inutile della terra: Anta Calliope Mcdowell.
“No, si! No!” Scuoto la testa confusa, basta solo che mi metta a giocare con un enorme pallone rosso, e sembro una foca ammaestrata del circo. “No grazie, Jake dopo non i permetterebbe più di vivere”
“Per una birra?! Ma dai! Si sa che la birra è il nettare divino, il nutrimento dell'anima! Dai...solo una!”
Stappa l’ennesima bottiglia e me la porge. Lo sguardo è luminoso, il sorriso angelico, ma ha l’anima del diavolo. Mi tentasse solo la birra in lui… Fosse solo quella…
“Jake non è in fidanzato normale, è un segugio, non mi lascerebbe vivere in pace, è salutista... lui..”
Dicendo questo afferro la birra sconsolata, come resistere a una tentazione, se è il diavolo tentatore in persona a proporti l’affare? “Ma si sa.. Si vive una volta sola!” Inclino la bottiglia verso di lui per poter brindare. Sorride. E quando sorride devo dire che è incredibilmente bello.
Cazzo Antea. Sei fidanzata con Jake, il biondo del dodicesimo piano, quello che darebbe cuore e anima per te. Rilega gli ormoni e comportati da persona decente. Come ti sei sentita quando hai visto William con Scarlett? Ed ecco che una fitta al cuore, mi ricorda di quanto sia sbagliato desiderare Ian. Di pensarlo come ho pensato a Jake. Amanda, sarebbe qui a dirmi di fare la ragazza per bene, e godermi il principe azzurro che mi ha salvato dal baratro.
“Parole sante! Mi chiedo comunque come faccia a sopravvivere senza alcool e schifezze varie..” La voce di Ian mi riporta alla realtà. Continuo a fissarlo, cercando di non notare la piega perfetta delle labbra quando ride, o lo scintillio negli occhi quando fa una battuta.
“Me lo chiedo anche io! Io senza dolci, gelato, hamburger e alcool non potrei vivere!” Ed ecco che però l’immagine di Jake si fa nitida nella mia testa. Lui mi ama. Mi porta su un palmo della mano.
E in mente riaffiorano di ricordi, di stupidi liti sulla quantità di gelato spropositata che riesco a ingerire. Jake si chiede ancora come mai non peso 300 chili, dato le schifezze che mangio.
“Ahhhh, l'alcool! Dì a Jake di non andare in Irlanda, soprattutto nei pub. Se non hai intenzione di bere ti sbattono fuori a calci”
“Se vado in Irlanda di certo Jake non me lo porto dietro” Rido divertita, senza rendermi conto che stò flirtando con Ian. Quando dicono che gli ormoni giocano brutti scherzi. “Però devo ammettere che sono ignorante, vado sempre sulle classiche, si insomma le solite scelte, quelle rare volte che posso bere”
“Uh, allora bisogna rimediare! Vieni con me una sera al pub del Rev. Il Rev fa dei cocktail fantastici e credo che abbia anche dell'assenzio”. Mi dice entusiasta.
“Buono l'assenzio! L'ho assaggiato ad Amsterdam!” Dico ricordandomi il viaggio fatto tre anni fa con James. Dio che divertimento.
“Ah, sì! Brucia come l'inferno ma poi ti senti libero come una farfalla! Peccato che abbiano bandito l'assenzio, quello vero...” Scuote la testa indignato “Comunque, lo hai mai assaggiato il gancio di Thison?”
“Eh? No.. Mi sono limitata al b-52 credo..” Dico imbarazzata, non ho molte esperienze da bevitrice. Insomma, sono una di quelle ragazze che mira sempre gli stessi drink.
“Allora devi assolutamente provarlo! Domani sera c'è la serata a base di gancio di Thison, non puoi mancare!” Mi risponde entusiasta, finendo di bere la sua birra.
“Non mancherò! Arrivo appena stacco dal bar!” non so neanche dov’è il locale. O magari si. Comunque me lo ridirà no? Al massimo lo chiamo.
“Oh bene!” Celia sorridendo soddisfatto “Portati una maglia di ricambio, mi raccomando”
“Perchè mai?” Chiedo stranita. Una maglia, per una serata in un pub? Mah…
“Perchè non si sa mai cosa possa succedere là dentro... L'ultima volta, per esempio, il Rev ha avuto la brillante idea di portare su dalla cantina una cisterna di Jack Daniels, l'ha collegata alla pompa dell'acqua e ha allagato il pub di Jack Daniels” Mi spiega tranquillo, come se fosse una cosa da tutti i giorni.
“Oddio che spettacolo! Ok, mi porto una maglietta di ricambio, tanto nella moto ormai ci stà di tutto!” Dico entusiasta all’idea di passare un’altra serata in compagnia degli amici di Ian.
“Bene.. Ah, se appena entrata ti ferma un tipo basso e inopportuno, non ti preoccupare, è solo Little Mike, non è pericoloso” M’informa ghignando.
“Ok allora, mi porto la maglietta di ricambio, e il tizio basso e inopportuno è innocuo, perfetto.” Sorrido angelicamente, cominciando a caricare le lavatrici, proprio mentre Ian prende la sua roba, ed esce facendomi l’occhiolino come saluto.
Non appena sento i passi allontanarsi, appoggio la fronte sul cumulo di vestiti davanti a me. Ci sbatto la testa più volte, che idiota che sono. Ho flirtato con Ian. Cavolo se ho flirtato. Sono pessima. Ho bisogno di parlare con qualcuno, o credo che impazzirò.
Senza neanche pensarci mi ritrovo davanti all’appartamento di Amanda. Suono, e dopo qualche secondo mi apre Eve.
“Hey Antea! Ciao!” Mi sorride abbracciandomi, io la osservo a lungo, più e più volte.
“Sei sopravvissuta ai tre giorni con mio fratello!” Esclamo sollevata, e scoppiamo a ridere entrambi.
“Già ma il quesito non era, se sopravviveva lui?” Celia divertita, sedendosi sul divano.
“Giusto, a quanto pare è sopravvissuto” Borbotto sedendomi di fianco a Eve.
“Allora mi dici che hai? Senza offesa ma mi sembri una spiritata!”
“Sono un mostro Eve!” Sospiro lasciandomi cadere all’indietro sul divano.
“No beh, ho detto spiritata, mica come Samara che esce dalla tv!” Ribatte lei accennando una lieve risata.
“Ho flirtato con Ian” Ammetto cosi, e dirlo è peggio di una doccia fredda. Mi sento ancora peggio, perché mi vengono in mente solo le cose magnifiche che Jake ha fatto per me, quanto mi ama, e quanto io ami lui.
“In che senso flirtato?” mi chiede più seria, ma sempre con un sorriso tra le labbra.
“Beh mi ha invitato al pub, con la sua compagnia a bere un non so cosa di Thison, e io ci ho riso scherzato, insomma come se ci provassi!” Prendo un cuscino e me lo spalmo in faccia, per non urlare disperatamente. Sono un mostro.
“Tesoro è normale..” Cerca di togliermi il cuscino da davanti al volto, ma la blocco. Scatto su in piedi, e comincio a camminare nervosamente avanti e indietro.
“Lui non si rende conto che è deleterio! No, minimamente..” Scuoto la testa, mordendomi l’unghia del pollice. “Cavolo è bello, non posso negarlo, ispira sesso! Eve!” Esclamo a voce alta, e vedo l’amica mia sobbalzare sul divano. “Devi vedere come beve dalla bottiglia di birra!” Le dico tentando di non sorridere, infondo qui si stà discutendo di che persona pessima sia. “È un attentato alla pubblica decenza! È uno di quei gesti che dice chiaramente ‘Violentami’.”
Solo ora mi rendo conto che Eve è scoppiata a ridere alle mie ultime affermazioni.
“Tesoro non sai quanto sei formidabile, completamente fuori di testa… è normale provare attrazione per qualcuno che non sia il tuo fidanzato.. Sei passata da William, con il quale hai avuto una storia di otto, e dico otto anni, a Jake, con il quale stai da quasi due anni… Non ti sei concessa avventure o altro, e diciamo che Ian ti è sempre piaciuto… è normale non sei un mostro” Mi spiega serena, mentre si alza e comincia a prepararsi.
“Forse hai ragione Eve..” Ammetto annuendo debolmente. Il suono del campanello mi fa sobbalzare dallo spavento. “Vado io” Dico semplicemente, come se fosse casa mia. Apro la porta sorridente, un sorriso solare che si spegne non appena riconosco Alex . “Ah sei tu” Dico abbattuta.
“Ciao anche a te..” Sospira divertito, con quel ghigno che gli strapperei volentieri dal volto.
“Arrivo Alex” Sento la voce di Eve dalle sue stanze.
“Ricordati che ti ho detto. Falla soffrire, prendila in giro, fagli qualsiasi cosa di poco ortodosso e ti uccido nel sonno Alex” Gli sibilo uscendo dall’appartamento. Lo sento ridere, dopo di che le porte dell’ascensore si richiudono alle mie spalle. Devo tornare in lavanderia a prendere i panni.
*
« A modo mio, saprò Volare. Non è un addio. Non è la fine. È perchè ora so, che voglio vivere la vita, da domani voglio fare a modo mio… »
Oggi è stata una giornataccia, Tim era fuori di se, è stato dispotico e insopportabile. Il mio relatore della tesi: il Signor Grey, è un vero stronzo. Ho fatto 150 ore di tirocinio nello studio Black & Diamond, uno degli studi associati più prestigiosi di New York, e non gli andava bene. Dovevo andare da suo cognato.
Che s’impiccasse. Lui e il cognato.
Sono le due, e stò chiudendo il bar. Simon mi stà aspettando fuori, oggi Jake non poteva passare, e si è raccomandato con Simon, di non lasciarmi attraversare il parco da sola. È un tesoro quel ragazzo. Ma allora perché gli ho mentito? Perché non gli ho detto che questo venerdì vado con Ian e la compagnia al pub? Perché non lo faccio venire con me?
Perché sono un mostro.
“Missis!” Simon sbuffa ridendo, la devo smettere d’impalarmi a pensare a chissà cosa.
“Arrivo, Arrivo!” Urlo da dietro il bancone, e nel giro di un minuto sono al fianco del mio amato cavaliere di riserva, e ci dirigiamo verso il Wayland. Saluto Simon non appena incontro il portiere notturno, e lo vedo allontanarsi con il suo amato skate.
Salgo a casa, facendo attenzione a non far rumore, sono le due e mezzo, e se sveglio Alex o Mike, mi uccidono lentamente. E diciamocelo: voglio ancora vivere.
“Bentornata!” La voce di Amber mi fa letteralmente morire dallo spavento.
“Che ci fai in sala?” Chiedo rammentando che ha la febbre, e che dovrebbe stare a letto. Chris mi uccide se sa che le ho permesso di strare alzata.
Prendo nota: Ma perché qualsiasi cosa faccia, o mi capita, devo finire ammazzata da qualcuno? Segno del destino? Qualcuno mi ha fatto un malocchio?
Alza una ciotola di gelato, e indica il televisore. Sorriso posando il giacchetto sulla poltrona insieme alla borsa. La guardo con addosso il pigiama di Mike, neanche sempre la stronza egocentrica che si è trasferita qui a maggio. Sono passati sette mesi, e l’abbiamo vista cambiare lentamente, e ancora adesso stà cercando di migliorarsi. All’inizio ero gelosa, lo riconosco senza problemi: lei una modella famosa, ricca, intelligente, bellissima, che aveva le attenzioni di Mike e di Alex, per via della recente perdita del padre. Mi sono sentita, scioccamente messa da parte. Come una bambina infantile. Ma poi l’ho conosciuta attentamente, dietro la facciata di ragazza perfetta si nascondeva una ragazza diversa.
“Com’è andata la fuori? Nel mondo libero da letto e medicine?” Chiede con finto tono drammatico.
“Oh guarda, una favola!” Dico prendendola in giro. “Dai hai anche un medico privato e personale!” La prendo in giro, riferendomi a Chris, che si è preso una bella cotta per la nostra piccola Amber.
“Mi manca!” Annuisce sorridente. “Non ero abituata a un ragazzo fisso, e normale..”
“Normale?” Chiedo inarcando il sopracciglio.
“Oh, io mi trovavo o gli artisti eclettici, o i Bad Boy, tatuaggi e catene…” Fa le spallucce offrendomi del gelato, che rifiuto cortesemente. “Chris invece è fantastico, e non c’ha provato con nessuna delle mie amiche..” Si lo so benissimo che Chris è eccezionale. Un ragazzo d’oro, e per niente noioso o prevedibile. “È perfino geloso di Ed, Mikey, e Tian!” Ride sommessamente.
“Beh, Amber essere gelosi di tre modelli: belli, intelligenti, e simpatici, credo che sia una cosa normale!” Dico tranquillamente, se Jake avesse per migliori amiche tre modelle morirei di gelosia.
“Si ma capirai! Mikey ha 26 anni, potrebbe essere benissimo quasi mio padre… Tian, beh lui è scemo, non potrei mai mettermi con uno che gioca all’xbox venti ore al giorno! Ed, è strano, ha delle uscite pazzesche poi lui è il promesso sposo della sia Nikon, a quella macchina fotografica ha dato pure un nome… ‘Nikki’”
“Originale!” Commento divertita. Ammetto che la prima volta che hanno suonato a casa, mi sono sentita leggermente morire. Ero in pantaloncini e top da palestra, e mi sono ritrovata davanti agli occhi una modella perfetta, e tre adoni in carne ed ossa. Poi è arrivata ‘Icy’, ovvero una versione di Amber peggiorata mille volte. Quella ragazza m’incute timore.
“Oh beh, all’inizio la voleva chiamare supercalifragilissichespiralidoso!” Annuisce trattenendo a stento una risata. “Ma ha capito che era un po’ troppo lungo!”
“Ah ecco” Rido di gusto.
“Oggi Ayleen ha firmato il contratto per Victoria Secret!” Mi dice entusiasta.
“Oh sono contenta!” Esclamo felice, le ho viste disperarsi, per la proposta di Cavalli per Ayleen, non voleva trasferirsi in Italia. E ora invece rimarrà a New York. Sono felicissima.
“Anche io, domani sera vengono tutti a cena, ti dispiace? Ordiamo le pizze, perché io non posso uscire..” Dice con quell’espressione sorniona, che mi fa morire dal ridere.
“Niente pizze, cucino io” dico alzandomi, dal divano. “Buonanotte Amber!” Le do un bacio in testa, e mi dirigo in camera, la sento ringraziare poco prima di salire le scale che conducono all zona notte.

“Jake..” Gli dico all’orecchio. “Jake..” Lo scuoto leggermente per una spalla.
“Amore dopo, dai!” Farfuglia ancora nel dormiveglia.
“Jake..” Sospiro divertita, in genere dopo che lo abbiamo fatto lui è quello che rimane sveglio, ma oggi doveva essere stanco realmente.
“Amore cinque minuti..” Si lamenta girandosi verso di me.
“Abbiamo il barbecue..” Gli ricordo baciandogli il collo.
“Si però se continui cosi al barbecue non andiamo!” Mi afferra per la vita e mi attira a se per poi baciarmi.
“Hey, basta!” Mi ribello senza tanta convinzione.
“Che ti dispiace?” Prende ad accarezzarmi il collo.
“No ma siamo già in ritardo!” Mi divincolo con qualche difficoltà.
“Uff..” sospira alzandosi, e infilandosi i boxer. “Almeno la doccia me la concedi?” Mi chiede sarcastico.
“Dieci minuti, il tempo che mi preparo!” Rispondo con aria sibillina.
“Ma perché non ho una fidanzata che ci mette ore a sistemarsi?” Sospira andando in bagno.
“Perché la vita è ingiusta! Nessuno te l’ha detto?” Chiedo stupita. “Beh Amore Mio, la vita è ingiusta!” Dico schietta e divertita. “Ora fila a fare la doccia, o sarà una vita ingiusta e senza sesso!”
“Ma siamo stati a due feste in terrazza, questa del bar non possiamo saltarla?”
La festa procede bene, mio fratello Mike è circondato da Keira, Alexandra e la povera Amanda, che stà cercando di fare piazza pulita delle probabili contendenti, e la cosa migliore è che mio fratello non si accorgerà mai di niente.
Jake e Kath stanno discutendo di non so quale caso famoso finito sui giornali, e posso riconoscere tranquillamente la passione di Jake quando parla del lavoro, gli occhi gli brillano di una luce intensa, sembrano prendere fuoco.
Mi ritrovo a gironzolare per il balcone con in mano l’ennesimo drink, sinceramente ho perso il conto, non che m’interessi domani è sabato e posso dormire fino a tardi e ho deciso che fino a lunedì non tocco libro.
“Un penny per i tuoi pensieri” Blaine mi fa letteralmente morire. No che morire è un eufemismo, sono risorta e morta almeno cinquecento volte. “Non volevo terrorizzarti Antea!” Esclama ridendo, evidentemente devo aver fatto un espressione terribile.
“Ero sovrapensierio” Scuoto la testa sorridente.
“Si lo avevo notato!” Continua a ridere, ormai ridiamo tutti per un non niente, abbiamo dato fondo alle scorte del bar in terrazza, e dubito che ci sia qualcuno di completamente sobrio ancora in giro. Ad esempio un infiltrato del 2C stà cantando l’inno nazionale inginocchiato su un lettino rivolto alla luna. Romantica come scena, Bush ne dovrebbe essere orgoglioso.
“Vuoi qualcosa da bere?” Mi chiede Blaine vedendo il mio bicchiere ormai vuoto. Vuole farmi ubriacare? Perché no!
“Solo se bevi anche te” Dico decisa.
“Beh che c’è da dirlo? Logico!” Fa le spallucce e ci dirigiamo verso il bancone del mini bar.
“Allora che vuoi?” Chiedo andando dietro il bancone. “Aspè faccio prima a dirti quello che è rimasto” Noto che tra mille bottiglie ce ne sono poche rimaste ancora con qualcosa dentro. Dopo cinque minuti di ricerca optiamo per della vodka liscia e ghiacciata, insomma una bevanda veramente yeah.
“Alla nostra?” Dico prendendo in mano il bicchiere.
“Alla nostra, e alla faccia di chi ci vuole male!” Annuisce lei alzando il suo verso me.
Un lieve cin-cin e tutto alla goccia, sento la gola bruciarmi forte, chiudo gli occhi e li riapro.
“Wah!” Dico ridendo.
“Mhm. La bottiglia per questa notte, sarà il nostro ostaggio!” Sentenzia Blaine leggendo l’etichetta. “Sembra cirillico la scrittura” Il suo sguardo si fa pensieroso. “Magari è di Sergey!”
“Beh, assassino o no, è veramente buona..”
Siamo rimasti i ‘Soliti Noti’, come a ogni festa più o meno, noi fratelli McDowell e le sorelle Philips potremmo essere tranquillamente definiti i classici festaioli del palazzo, ovvero, quelli che ci sono sempre.
“Ragazzi” Dico salendo in piedi su un lettino, cercando di rimanerci in equilibrio, sfidando la forza di gravita che mi odia.
“Hey parla Antea!” Mi aiuta Blaise salendo con me sul lettino, ci reggiamo in due, ognuna con la mano sul fianco dell’altra, ma ho come l’impressione che neanche Blaise stà molto simpatica alla forza di gravità.
“Ecco, si dia il caso” Comincio a dire mostrandomi seria in volto “Che ho con me un mazzo di carte” Aggiungo sorridendo sorniona guardando in direzione di Eve e Kate che hanno subito capito dove voglio andare a parare. “Allora.. Chi vuole giocare a ‘Kiss The True’?” Concludo quasi urlando, per la felicità di tutti gli altri vicini di casa.
“Non si accettano rifiuti!” Conclude Blaise sedendosi sul lettino.
“Certo” Annuisco scivolando giu a sedere anche io.
“Io non gioco” Sentenzia subito Alex con quella sua aria boriosa e piena di se.
“Il signorino ha paura” Gli dà una gomitata Eve ridendo.
“Non ho paura è un gioco infantile!” Sospira lui scotendo la tesa.
“Smettila di fare l’orso e siediti!” Dice Mike mettendosi a sedere a terra.
Alexandra va subito vicino a lui, chissà se si è reso conto che Alexandra ha un debole per lui. Conoscendolo direi assolutamente di no, è come se per queste cose avesse una specie di filtro al cervello, che non gli permette di comprendere quanto può piacere a una persona.
Mah, Mike e i suoi misteri.
Osservo i ragazzi rimasti, siamo seduti a cerchio tutti a terra tranne me e Blaise che praticamente siamo spalmate sul lettino.
In ordine c’è: Io – Blaine – Alexandra – Mike – Keira – Kate – Eve – Alex – Ian – Jake.
Componiamo un cerchio più o meno regolare. Ho appena distribuito, per meglio dire, ho fatto distribuire da Jake una bottiglia a testa di qualcosa, che come prerogativa principale ha almeno 15 gradi. Non che ci sia bisogno di scaldare gli animi, siamo già tutti sulla giusta strada per andare a fare compagnia a Bacco, ma non guasta mai.
“Ci sono poche e semplici regole” Comincio a dire, attirando cosi l’attenzione di tutti. “Distribuirò una carta a testa, voi dovrete guardarla e dire che carta è, e in base alla carta che si possiede si dovrà: bere, baciare, fare e rispondere a una domanda, e spogliarsi” Annuisco sorridente. “Avete capito?” Chiedo guardandoli uno a uno, due o tre volte, dato che sembra che si stiano muovendo in senso circolare.
Bacio: Alex – Eve
“Aaaaaaaaaaaaaaa” Urliamo io Kate e Blaine in contemporanea, quando si dice il destino, penso che qui in terrazza ci sia solo una persona che sopporta meno di me mio fratello, e quella è proprio Eve.
“Mio Dio” Scuote la testa alzando gli occhi al cielo. “Ce l’hai con me vero? È perché ho smesso di venire la domenica a messa?” Dice scrollando le spalle, e maledicendo me e tutta la mia stirpe presumo.
“Philips io mi reputerei fortunata, ti è capitato subito il migliore” Freccia mio fratello con un sorrisetto malizioso, a dir poco O D I O S O.
“Se certo McDowell, infatti domani accenderò un cero alla Madonna come ringraziamento” Sospira lei.
“Allora mi baci o hai pau..” Ma ecco che finalmente le labbra di Eve sigillano quelle di mio fratello, e noi in coro cominciamo a contare fino a trenta. Il bacio i primi secondi è come dire, casto, ma dopo che mio fratello passa la mano tra i capelli della ragazza, ci può tranquillamente notare che la castità si è trasformata in passione. Povera Eve.
“Tu!” Dico entrando come una furia ceca. “Lurido stronzo, bastardo, puttaniere, doppiogiochista, insulso verme!”
“Buongiorno anche a te Sorellina” Mi risponde inarcando un sopracciglio.
“La devi lasciare stare!” Dico subito arrivando al sodo.
“Chi?” Mi chiede perplesso uscendo dalla sua stanza, dirigendosi in cucina.
“Come chi?! Lei!” Esclamo inviperita.
Lui si gira per guardarmi con la coda dell’occhio, mentre si allaccia la cravatta. “Lei, chi?”
“Lei chi? Lei chi?” Urlo agitando le mani furiosamente.
Ogni volta è cosi con lui. Arriviamo sempre al limite. Non riesco più a sopportarlo. Non ci riesco più.
“Si, lei chi?” Ribatte placidamente bevendo dalla sua tazza di caffè. Si strozzasse almeno.
“Eve!” Gli urlo ancora più contro, gettando via tutta la rabbia e la frustrazione che ho in corpo.
“Eve?” Mi chiede sempre mantenendosi tranquillo.
Giuro che se non si strozza con il caffè ci penso io.
Una botta in testa e il gioco è fatto.
“Ho visto come ci stai provando, e non provare a controbattere. Ti conosco fin troppo bene!”
“Non voglio controbattere, penso solo che non siano affari tuoi!” Mi fa notare gentilmente, con quel sorriso ebete.
“Invece si! So come le tratti le ragazze. Eve non merita uno come te!” Sibilo innervosita.
“Antea smettila.. Hai voluto chiudere con me? Ecco fai finta che io non esista!” Comincia a innervosirsi lentamente, lo noto dalla mano battuta ritmicamente sul piano in marmo della cucina.
“Alex tu sei voluto rientrare nelle nostre vite, nessuno ti ha cercato!” Allibisco lentamente. Ma come diavolo si permette? "Eve è come una sorella per me! Te rovinerai tutto, andrà a finire come sempre! Ti crei terra bruciata intorno! E Eve non lo merita!"
“Tu non mi hai cercato. Tu d’altronde hai fatto sempre da voltabandiera, non è vero Antea?” Mi si fa vicino, si china in avanti per guardarmi meglio negli occhi.
“Cosa stai insinuando Alex?” Chiedo corrugando la fronte, e facendo qualche passo indietro.
“Prima Fedreric, il tuo adorato.. Poi io… Inseparabile fino all’impossibile, ora Mike vero? I gemelli quando te trascini dietro?” Le sue parole sono taglienti, sono veleno puro che arriva dritto al cuore.
“Sei un grandissimo stronzo!” Gli urlo contro, e senza neanche accorgermi mi ritrovo il vaso di fiori in mano, e lo lancio nella sua direzione. Sento i mille vetri infranti cadere a terra. Ho lo sguardo fisso su quello di mio fratello, è rimasto impassibile, si è solo scansato per non prendere il vaso dritto in volto. Lui è sempre cosi. Calmo. Tranquillo.
Lui ha sempre tutto sottocontrollo. Io no.
Perché io non riesco a farmi scivolare le emozione come acqua su vetro.
Io non riesco a passare oltre, senza ricordarmi di un passato disastrato.
Esco di casa sbattendo la porta. Mi ritrovo con le spalle appoggiate contro il legno laccato bianco.
“Ti Odio..” Sussurro con il fiatone. Lo Odio.
Odio Alex! Mio dio quanto è borioso!
Lo uccido, tanto ho un ragazzo, e un fratello avvocati.
Non devo dilapidare il patrimonio di famiglia per la difesa.
Spendo tutti i soldi per poter creare una bara profonda, fino al centro della terra. Perché lui sarebbe capace di tornare a tormentarmi.
Suono il campanello a casa di Jake, giusto per non entrare come una furia assassina, Mi devo calmare.
Devo essere sorridente e coccolosa.
La porta si apre e Keira esce come una furia, senza nemmeno guardarmi o salutarmi, con al seguito il cane. Chris mi saluta con un sorriso poco convinto e mi fa cenno di entrare, indicandomi la cucina.
"Buongiorno" Sorrido tranquillamente. "Problemi?" Domando riferendomi a Keira.
"Ovvio, ma se riesci a scoprire quali ti do l'Oscar" brontola Chris sedendosi al tavolo. Jake sta finendo di preparare i pancake. "E' scoppiata la terza guerra mondiale a casa tua?" mi chiede lievemente ansioso.
"Quello stronzo, figlio di mentecatti altro che!" Sibilo rimanendo però sempre sorridente. "Se non se ne va di casa lo caccio fuori a calci!"
"Cos'è, la settimana nazionale dello scannarsi tra fratelli?" interviene Chris, sgranocchiando qualche cereale. Jake gli lancia un'occhiataccia e, dopo aver posato i pancake fumanti sul tavolo, si siede accanto a me. "Cosa è successo?" chiede premuroso.
Non riesco neanche a mangiare, non ho fame. "Alex ci vuole provare con eve!" Spiego lapidaria.
Jake assume un'aria pensierosa poi "E il problema quale sarebbe?" domanda un po' titubante, forse teme una mia eccessiva reazione.
Che non tarderebbe ad arrivare, se non mi fossi ripromessa a ignorare Alex e il suo mondo.
"Il problema?" Domando mostrando il mio miglior sorriso. "Alex è un puttaniere! Le seduce e gli spezza il cuore"
"Ah ecco" mormora Jake iniziando a capire "Sei preoccupata che faccia soffrire Eve." conclude.
"Già! Eve per me è come una sorella e una madre! Se solo la fà minimamente soffrire, lo secco! Gli ho già tirato un vaso e il casco, la prossima volta è un coltello, e non sbaglio mira!"
Chris trattiene a stento una risata, ma riesce a ricomporsi velocemente, tornando a farsi solo apparentemente i fatti suoi. Anche Jake sorride "Eve sono sicuro che riuscirà a fargli di peggio a tuo fratello, se solo la fa soffrire. Se poi vi coalizzerete credo che troveremo poltiglia di Alex McDowell."
"Non si deve avvicinare a nessuno dei miei amici!" Spiego tranquilla, giocherellando con un coltello per spalmare il burro. "Solo che Alex rovina tutto quello che tocca"
"Io non conosco Alex, ma non credi di esagerare a non sopportarlo in questo modo?"
"Esatto te non conosci Alex" Lo guardo dritta negli occhi. "Credi che esagero? Credi che non sappia giudicare una persona con cui sono cresciuta?"
"No.. No" Jake scrolla la testa "Ma immagino che a questo punto avrà fatto qualcosa di davvero imperdonabile perchè tu non lo sopporti."
"Sai benissimo che non voglio parlare di quello che ha fatto." Mi stiracchio leggermente. "Comunque se si avvicina a Eve è un evirato che cammina!"
"Se volete parlare di fatti privati, io mi dileguo. Tanto devo uscire tra un po'" ci dice Chris guardandoci tranquillamente.
"Mi fai un favore Chris? Mi vai a svegliare Amber? Sta notte è tornata alle sei e non siamo riuscita a svegliarla in tre"
Vedo il suo volto illuminarsi radioso "Certo tesoro!" esclama e sparisce dalla cucina a una velocità impressionante. Jake sta ancora fissando sconvolto la porta dalla quale è uscito il ragazzo. "Amber gli fa davvero un brutto effetto" scrolla la testa poi armeggia con il cellulare lì vicino.
"Amber fà un brutto effetto a tutti!" Commento laconica.
"Uhm, sì..." mormora poco convinto "Vuoi fare colazione?"
"No voglio il mio fantastico ragazzo, e un mondo di coccole!" Lo guardo con gli occhioni sgranati e lucidi.
Jake sorride dolcemente "Coccole al cioccolato o al gelato?"
"Mi basti te!" Faccio le spallucce alzandomi. "Ma se mi raggiungi con il gelato al cioccolato è perfetto!" Gli urlo dalla sala.
Poco dopo arriva con due coppe piene di gelato e si siede sul divano vicino a me, porgendomene una.
"Ti ho già detto che ti amo?" Chiedo prendendo una coppa di gelato. "Allora, novità a lavoro?"
"No, non me lo avevi ancora detto" sorride, abbracciandomi "Le solite cose, per ora nessuna causa strampalata" ride "Si vede che sono tutti a divertirsi in vacanza.
"Tutti meno che io! Ti rendi conto laurearmi il 30 Luglio?" Sbuffo sonoramente.
"E' dura lo so. Ma poi avrai un mese e passa di vacanze, no?" mi fa l'occhiolino.
"E dopo vengo a tampinarvi in ufficio!" Ribatto eccitata alla sola idea.
"Esatto" ride lui scompigliandomi i capelli "Io e Mike non vediamo l'ora."
"Mike mi ha promesso per il primo giorno di lavoro, un tailleur di hugo boss!" Lo informo ancora più felice. "Quello grigio fumo, che vedemmo in vetrina settimane fà!"
"Lo vuoi mandare sul lastrico?" ride divertito.
"Paga papà! Si sente in colpa per non poter venire alla mia laurea!"
“Capisco" ritorna a essere più serio "Hai già in mente che festa fare per la laurea?" chiede curioso.
"Festa?" Domando inarcando il sopracciglio. "No non ci ho pensato..."
"Come no? Keira già rompe per la sua che chissà quando sarà..."
"Ma che c'è da festeggiare? Voglio solo ubriacarmi quella sera!" Rido di gusto.
"E' un modo come un altro di festeggiare" fa spallucce "Anche se insomma, ubriacarsi per quale motivo?" mi guarda perplesso.
"La mia vita di frivolezze è finita! Inizia quella la grigia lavoratrice!" Commento.
Jake mi lancia un'occhiataccia "Spiritosa" fingendosi offeso.
"Realista! Mon Amour!" Lo correggo puntandogli contro il cucchiaino.
"Comunque bere troppo fa male" assume una buffa aria paterna, sventolando il suo cucchiaino.
"Certo Salutista dei miei stivali!" Lo rimbecco facendo il broncio.
"Ecco" annuisce contento "Ho sempre ragione io" mi prende in giro.
"No sei sempre snervante te! Che hai fatto a Keira stà mattina? Aveva un diavolo per capello..."
"Io niente. Problemi con papà ed Edward" risponde lui serafico. Poso la coppa di gelato a terra, vicino ai nostri piedi, e mi appoggio sul suo petto. Lo sento che mi abbraccia e mi da un lieve bacio sulla testa. Amo Jake. Mi rilassa, mi fa sentire subito bene. È per questo che lui non è solamente il mio ragazzo, ma è anche il mio migliore amico.

"Tim.. Vado io, ci pensi te alla chiusura, vero?" Chiesi esausta tentando di alzarmi dalla poltroncina. Un motivo in più per detestare seriamente la bella stagione, quando il tempo comincia a farsi bello e caldo i clienti sembrano moltiplicarsi come mosche.
"Ok.. An.. Ci penso io.. Ci vediamo domani sera!" Mi risponde tra un boccone e l'altro, ho trovato una persona che riesce a mangiare più di me, sulla faccia della terra.
Sconsolata e distrutta prendo la mia borsa e la felpa e esco dal locale.
"Antea, ciao.." Una voce mi richiama. Mi volto e vedo Jake raggiungermi, bello come sempre.
E il cuore mi vola in gola, e batte più forte che mai. Sento lo stomaco stringermi e chiudersi del tutto. Ormai sono sette mesi che ci frequentiamo, e quasi un mese che stiamo insieme ufficialmente, ed è sempre lo stesso effetto.
"Jake!" Dico entusiasta, correndogli praticamente incontro e saltandogli in braccio stringendolo forte, forte. È sempre una cosa stupenda quando mi passa a prendere, è sempre così amorevole con me.
Dio quanto lo adoro.
"Com'è andata al lavoro?" Mi chiede, sistemandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Sento una scia di fuoco dove ha sfiorato la mia pelle.
"Stancante.." Lo bacio dolcemente per poi tornare a guardarlo. "Ma ora va decisamente meglio.."
“Ti và un gelato?” Mi chiede tenendomi ancora stretta a se.
"Ho il gelato a casa.. E ti ho fatto anche la macedonia.." Rispondo tra le labbra mentre lo bacio. "Te com'è andata a lavoro? sopravvissuto senza mio fratello?"
"Allora andiamo a casa" Sorride dandomi un altro bacio "Sono sopravissuto senza Mike, ma è stata dura. Ho dovuto lavorare letteralmente per due" Ride " Beh magari uno e mezzo"
"Senti.. Dato che Mike non è casa fino a domenica sera, ti va di restare da me.. Ok abitiamo a un metro di distanza.. Ma non c'è neanche Jordan.." Gli chiedo mentre attraversiamo il parco.
"Certo molto volentieri" Mi prende per mano, e il mio cuore perde un altro battito. "Così ti preparerò anche da mangiare, almeno eviti di ingozzarti di schifezze come al solito"
"Mi domando come faccio a stare insieme a te.." Dico scuotendo la testa. "Ok.. Ma tanto sabato sera ci sono le ragazze anche a cena.. Dubito che le convinci a mangiare sano e biologico." Rido divertita. "E io potrei mangiare sano e biologico se tu cucinassi in boxer"
"Allora domani cucinerò in boxer" Mi guarda divertito, mentre mi lascia la mano per abbracciarmi per le spalle.
"Ok.. Ci conto.." Gli passo un braccio intorno alla vita e mi appoggio a lui. "E logicamente sabato sera di certo non ti presenti in boxer.." Sottolineo con decisione.
"Ovvio che no, amore" Si china verso di me per baciarmi.
Ricambio il bacio fermandomi di colpo, e attirandolo a me. Ci metto tutta la passione che ho, voglio lasciarlo senza fiato, ogni tanto ci vuole. Mi stringe forte a sé,baciandomi con la stessa passione.
"Andiamo dai, che cominciò a sentire freddo da un lato, e caldo dall'altro.." Dico divertita prendendolo per mano, e iniziando a correre verso casa.
Quando arriviamo al portone Jake ha il respiro un pò affannato "Dovrei decidermi a fare un pò di jogging mattutino o serale" Ride cercando di riprendere fiato. "Altrimenti mi farai venire un infarto prima dei trent'anni"
"Direi proprio di si.. Ma so anche che lavori otto ore al giorno.." Dico entrando nel palazzo. "E attività fisica un pò già la fai.." Aggiungo maliziosa. "Che ne dici se vieni a correre con me due volte a settimana? Mattina o sera non ho problemi.." Propongo dolcemente. "Oppure vai con Mike anche lui corre"
"Senza offesa per tuo fratello, ma lo vedo fin troppo tutti i giorni. Preferisco venire a correre con te" Mi da un bacio, sorrido perché ha ancora il fiato leggermente corto.
"Ok.. Anche io preferisco correre con te..” Dico entrando in casa. "Sei l'unica persona che non mi stancherei mai di vedere.." Aggiungo prima di togliermi la felpa e rimanere con una magliettina senza maniche.
"Anche io non mi stancherei mai di vederti" Si toglie la giacca di jeans, appendendola all'attaccapanni dell'ingresso. È sempre cosi preciso lui, ordinato, io sono completamente l’opposto, lo si nota anche dalla mia felpa che ho gentilmente scaraventato sulla poltrona, caduta a terra per metà, che ora Jake tranquillamente stà raccogliendo.
"Solo sette messaggi in segreteria.." Dico ironica. Mike e Jordan come sempre esagerano. "Odio essere la sorella minore" sospiro rassegnata buttandomi sul divano.
"Voi sorelle minori siete sempre scontente di questa vostra posizione familiare" Scuote la testa divertito sedendosi sul divano "Però noi fratelloni quando volete vi torniamo utili" Mi fa l'occhiolino, e allarga le braccia per invitarmi ad appoggiarmi a lui.
Mi sistemo per traverso sopra Jake. "Oh si.. Io avendo ben quattro fratelli maggiori posso dire di essere sempre stata coccolata e viziata.." dico dandogli tanti piccoli baci sulla bocca. "Con tua sorella hai un buon rapporto?"
"Finché stiamo in continenti diversi sì abbiamo un buon rapporto" Ride sinceramente divertito. Dio quanto è bello quando ride, gli occhi gli diventano più luminosi, e ha quel sorriso..
Ok basta.
Mi ricompongo, anche se è cosi adorabile..
"Ma non ti manca? Io sento la mancanza dei gemelli.. Di Mike no.. Lo vedo fin troppo spesso" Chiedo incuriosita.
Jake sospira "Mi mancherà ancora per poco purtroppo"
"Aaaaaaa che intendi dire?" Chiedo agitata. Non può aver detto, quello che io ho sentito, non può.
"Che per mia sfortuna domenica sera mia sorella arriverà a New York" Mormora affranto guardandomi con la classica aria da cane bastonato.
E quando fa cosi mi fa impazzire, mio dio lo mangerei di baci!
Già m’immagino lo sguardo di rimprovero di Amanda, quello rassegnato di Eve, e quello divertito di Kate,
so anche esattamente che direbbero:
La prima sospirando mi farebbe notare che ormai ho completamente fuso il cervello, che mi devo riprendere perché le sto facendo venire il diabete, il che è conferma che la mia relazione con Jake è nociva.
Eve dice che sono semplicemente innamorata, e che però Jake ha eliminato i miei ultimi quattro neuroni sani, però entrambe sono felici per me.
"Aaaaa! Panico! Te hai tre giorni per dirmi tutto di tua sorella! Cioè.. Panico.. E se non gli piaccio? Se mi odia? Aaaaa" Ho lo sguardo allarmato e terrorizzato.
"Tranquilla avrai tutta la vita per conoscerla. Per mia sfortuna si stabilirà in pianta stabile qui a casa mia, a occupare la stanza degli ospiti" Brontola dolcemente, mentre comincio ad accarezzargli i lunghi capelli biondi.
"Amore.. Ma ti rendi conto? E se le sto antipatica? Se non vuole avete una cognata come me?" Sospiro allarmata. "Amore dai.. Non sarà così tremendo averla in casa.. Ok non farò più le imboscate notturne.. Ma almeno avrai parte della famiglia con te.."
"Non potrà mai starti antipatica" Mi rassicura "Vi assomigliate molto come carattere, solo che Keira è decisamente fuori di testa. Tu no per fortuna"
"Ok.. Lo spero.." Mi tranquillizzo. "Che bello.. Conoscerò tua sorella.." Lo bacio dolcemente.
"Sai che gioia... " Ribatte lui sarcastico "Era meglio se se ne stava a Londra o se se ne tornava in Australia dal suo surfista"
"Londra? Australia? Che bello.. Dio quanto la invidio.. Cioè girare così.." Mi appoggio sulla spalla sua.
"A Londra ci è sempre vissuta. In Australia c'è stata per un anno di studio. E l'anno prima voleva andare a Bali" Mi spiega, e intanto mi perdo nei miei pensieri, come accade spesso.
"Anche io voglio viaggiare così.." Gli accarezzo i capelli. "E voglio viaggiare con te.. Mica da sola.. E voglio anche farti mangiare cinese.."
"Un giorno potremmo organizzare un bel viaggio in effetti" Dice pensieroso, ma serio. È bello anche quando è serio!
"Dici davvero? Un viaggio? Io e te? Un viaggio, viaggio?" Chiedo felice con gli occhi lucidi e un sorriso a trentadue denti.
"Quest'estate, che ne dici. Una bella vacanza" Propone con un sorriso.
"E me lo chiedi?" Esclamo saltandogli letteralmente al collo. "Sarebbe un sogno!" Lo abbraccio forte.
"Bene" Mi bacia "Grazie a Dio è già fine aprile. Le vacanze non sono lontane"
"E ricordati che a luglio sono laureanda con tanto di stage.." Dico sibillina. "Quindi a settembre o te e Mike mi prendete a lavorare con voi o vado dalla concorrenza.."
"Certo che ti prendiamo, vogliamo solo la migliore noi" mi scompiglia affettuosamente i capelli.
"Potrò dire che me la faccio con il capo.."
"La solita raccomandata" Mi prende in giro ridendo.
***
Entro tutta sorridente nel condominio, oggi la giornata è cominciata realmente bene. Anzi devo dire che questo fine settimana sarà incredibilmente bello.
Mio fratello Mike è a trovare mia madre per un paio di giorni, e si è portato dietro pure Jordan, indi per cui ho casa tutta per me. Solo per me. E Jake logicamente.
“Mio Dio” Sento sospirare appena attraverso l’enorme ingresso a vetri. Mi giro di scatto e vedo Eve e Amanda che stanno fingendo di tentare il suicidio, una tagliandosi le vene l’altra impiccandosi.
“Che c’è? Eh? Si può sapere?” Chiedo mostrandomi fintamente indispettita.
“Siete da diabete!” Sospira Eve scuotendo la testa.
“Siete cosi dannatamente appiccicosi a volte!” Rincara la dose Amanda.
“Siete cosi invidiose?” Chiedo inarcando il sopracciglio, e prendendo la mia cesta di panni, panni deliziosamente miei e basta, niente boxer o camicie stravaganti.
“Oh si guarda, ho devoto mettere due chili di fondotinta per mascherare la mia pelle verde invidia!” Ride Eve chiamando ripetutamente entrambi gli ascensori del palazzo. Ogni volta è la stessa storia, sembra che i nostri condomini passano una vita dentro l’ascensore a fare su e giù, e basta. Su e giù.
“Uff” Sbuffò spazientita, odio aspettare qui davanti sempre un eternità, non che abbia cose urgenti da fare, solo cercare di preparare un pranzo decente al mio ragazzo fissato con i cibi sani.
“Eccolo!” Esclama Amanda portandosi al secondo ascensore, per poi entrare di filato e occuparlo, prima che qualcuno ce lo soffi.
“Finalmente” Sospiro.
“Mike e Jordan dove andavano ieri? Li ho visti uscire con borsoni e scatole” Mi chiede Eve, attirando a se anche l’attenzione di Mandy, per meglio dire Nina.
“Washigton, da mamma” Poso la cesta dei panni a terra, per un secondo.
“Quanto stanno via?”
“Fino a domenica sera, non ci credo ancora, ho casa libera tutta mia!” Dico sculettando sul posto, legandomi i capelli.
“E Jake presumo!” Soffia Amanda.
“Beh si logico, però domani sera a cena non c’è, potreste venire su da me..” Chiedo prendendo i panni e uscendo dall’ascensore.
“Si che dovrebbe esserci anche Kate!”
“Ok perfetto!” Scendo i cinque gradini per raggiungere la lavanderia, e noto che Estrella non c’è, magari è in giro a farneticare con il custode, sono entrambi vedovi, mi domando perché cupido non scocca la scintilla tra i due.
Flashback:
“La Signora McFarland, oggi è letteralmente saltata addosso a Dean!” Esordisce Amanda, mentre sale sulla lavatrice a fianco a quella dove sto caricando gli abiti.
“Come saltata addosso? Ed è sopravvissuto Dean?” Chiedo ridendo, mentre infilo i panni nel cestello.
“Beh, lui aveva messo il costume quello nero più aderente del solito..”
“Ah! Quello me lo ricordo!” Esordisce Kate, mentre prende una manciata di M&M’s da Mandy.
“E chi se lo scorda quello..” Statuisce Eve inarcando il sopracciglio.
“Va beh, qui si stà divagando!” Amanda richiama l’attenzione, mentre noi tre ci mettiamo a ridere. “Dicevo, appena è uscita dalla piscina, si è avvicinata come al solito a lui, e lo ha abbracciato…” Si piega in avanti con aria circospetta “E gli ha tastato talmente bene il sedere, che c’ha lasciato le impronte digitali su quel costume!” Finisce di dire in un sussurro.
“Oh Mio Dio!” Esclamo allucinata, quella donna è una continua sorpresa.
Fine Flashback.
“Potremmo ordinare al cinese, al tailandese, e al messicano, come l’ultima volta” Mi propone Eve mentre mi ruba dalle mani l’ammorbidente per i capi delicati.
“Oh si vi prego!” Dico scongiurandole. “Jake mi sa facendo impazzire, vuole cucinare lui in questi due giorni, e sapete come la pensa no?” Dico con fare retorico.
“Niente schifezze, niente cibi ogm, solo biologico e salutare!” Ripetono la cantilena le due sorelle, con faccia visibilmente annoiata, alzando gli occhi al cielo.
“Ok lo sapete!” Annuisco tentando di non ridere.
“Certo, sappiamo anche che ama il jazz, il teatro, le cene romantiche, e i film più o meno classici” Elenca Eve.
“Ok, questo è un chiaro segnale che forse ho parlato un po’ troppo di lui, no?”
“No, che scherzi?” Chiede Amanda saltando giù dalla lavatrice. “Sappiamo solo che quando lo porti in moto non ama moltissimo che vai a grandi velocità, che ti porta spesso al lago, o in giro in posti sperduti a fare pic-nic, che ti passa prendere ogni volta che fai chiusura al Lake, che ti è sempre stato vicino, che a sua frutta preferita è quella esotica..”
“Ok basta..” Alzo le mani in segno di resa. “Ho capito” Scuoto la testa ridendo. “Mi arrendo, smetto di parlarvi di Jake!” Cerco di risultare convincente, ma tutte e tre sappiamo che non è assolutamente vero ciò. Infatti tempo tre secondi, mi ritrovo addosso due asciugamani che mi hanno tirato.
“Bugiarda!” Esclamano all’unisono.
“Dicevo, che poi, avete presente la tizia-squillo?” Amanda è sempre una fonte inesauribile di pettegolezzi, il che ritorna sempre utile.
“Quella Rossa con tipo 360 paia di scarpe?” Chiedo riflettendoci su.
“Quella `Pretty Woman`?” Eve chiede sistemando i suoi panni nella lavatrice.
“Si proprio lei! Ma sia chiaro non ha ne la bellezza ne la classe si Julia Roberts!” Specifica talmente seria, e scoppiamo a ridere di gusto. Ma le nostre risate vengono smorzate dal rumore dei passi in lontananza.
Ian entra tranquillamente con il suo cesto di biancheria, e noi ci fermiamo qualche secondo a fissarlo, per poi distoglierlo subito, dopo un saluto a mezza voce e un cenno con la testa in risposta.
Lui abita nell’appartamento di fronte al mio, non abbiamo chissà quale legame, alla fine ci siamo scambiati solo un paio di parole niente più, solo una volta abbiamo avuto un lungo dibattito su un argomento musicale, ma ora stento a ricordare quale fosse, ero troppo impegnata a fissare quelle labbra d’angelo.
Amanda mi dà una gomitata per farmi riprendere, devo essere rimasta a fissarlo imbambolata come sempre, ma non è colpa mia se è dannatamente Sexy!
“Dicevate?” Torno a guardare le mie amiche che, stanno cercando di trattenere una risata, stanno proprio morendo per non ridere.
Sanno che nonostante sia innamorata cotta di Jake, che ormai non ho occhi che per lui, Ian mi fa sempre uno strano effetto, gli ormoni miei cominciano a comportarsi in maniera anarchica e vanno per i fatti loro.
“Mi prendi l’ammorbidente?”
“Ok Eve!” Mi giro di scatto per prendere la bottiglia sul tavolo, ma sbatto contro qualcosa, un qualcosa che non dovrebbe esserci, a meno che non siano spuntate dal nulla colonne dalla terra. Mi rendo conto, che questo qualcosa è mordilo ma tosto allo stesso tempo. Alzo gli occhi e mi vedo Ian che mi guarda in maniera interrogativa.
Solo ora mi rendo conto che ho sbattuto addosso a lui!
“Tutto bene?” Chiede scostandomi dal suo petto, con tanto di sopracciglio inarcato.
“Io? Si.. L’ammorbidente.. Mi ero girata, e te! Te non dovevi..” Farfuglio in maniera sconnessa. scuotendo la testa.
“Si sta bene..” Sento le mani di Eve prendermi le spalle, e tirarmi indietro, quel tanto che basta per farmi staccare completamente dal suo petto.
“Se lo dite voi” Fa le spallucce e ride.
Uno schiaffo da parte di Amanda mi fa riprendere del tutto.
“Ma che sei matta?” Protesto massaggiandomi la guancia.
“No ti sto salvando la reputazione!” Mi sibila all’orecchio. “Possibile che devo sempre fare tutto io?” Aggiunge tornando a sedere sopra una lavatrice non in funzione.
“Allora dicevi della Squillo?” Chiedo cercando di non pensare alla figuraccia che ho appena fatto.
“Che quella del sesto piano?” Domanda Ian girandosi verso di noi.
“Si quella!!” Esclama entusiasta Amanda.
“Quella con più paia di scarpe che neuroni in testa, vero?” Ribadisce Ian, lasciandoci stupite a fissarlo, Eve e Amanda perché erano colpite dal fatto che era un potenziale pettegolo, e io, beh io lo fissavo perché è bello!
Ma ecco che si sentono degli strani rumori, tipo gente che correva, devono essere parecchi dato che il rumore che producono è notevole devono essere i soliti ragazzini che sono riusciti a glissare l’attenzione del portiere.
Ma ecco che riconosco l’esile figura di Blaine la sorella di Ian, che scende giù correndo, e tra un po’ non ha rischiato di rompersi ‘osso del collo, stà borbottando qualcosa d’incomprensibile, sono riuscita a distinguere solo poche parole ‘Scarpe’ ‘Ian’ ‘Ladro’.
Senza neanche salutare, o preoccuparsi della propria incolumità, si fionda nel cesto dei panni, e comincia a cercare qualcosa, lanciando in aria qualche maglietta o pantalone.
“Aha! Lo Sapevo che eri un ladro!” Si volta verso Ian, che praticamente è rimasto immobile con le braccia a mezz’aria aperte, come se stessero ancora reggendo il cesto. Ian era rimasto completamente impassibile a tutta quella scena, come se una scarpa sventolata a 5 centimetri dal suo volto non fosse brandita da una pazza psicopatica. Io, Eve e Nina ci guardiamo allibite senza dire ne fare niente.
“Ciao a tutte!” Ci saluta con un sorriso tagliente, mentre lanciando un’ultima assassina a Ian esce zoppicando, cercando d’infilarsi la propria scarpa.
“Ciao..” Dico ormai quando forse è troppo tardi perchè lei mi senta.
***
“Blaine, Ciao!” Sorrido appena apre la porta.
“Hey!” Mi saluta con un cenno del capo.
“C’è tuo fratello?”
“Oh, si certo, entra” Apre la porta facendo un passo indietro, e io mi accomodo guardandomi intorno.
“Permesso, grazie” Mi porto la mani congiunte davanti alla pancia, e le sfrego un po’ per il nervosismo.
“Ian, degnaci della tua presenza!” Urla Blaine verso le stanze. “Dovrebbe arrivare” mi sorride.
“Grazie mille” Annuisco.
“Che vuoi?” Sento la sua voce un po’ sprezzante, e quanto avrei voluto solo sentirlo invece che vederlo.
Mi si presenta davanti una scena a dir poco irreale, Ian Foley mezzo nudo, con un solo asciugamano bianco allacciato intorno alla vita, i capelli bagnati, e tanto, tanto se..
Scuoto la testa cercando di raccogliere la mandibola da terra, mi deve essere cascata insieme alla lingua.
“Volevo..” Non dire, VOLEVO TE! NON DIRLO. “Volevo te.. “ Detto, complimenti Antea. Cioè per dirti che domani la cena è per le otto e mezzo..” Cerco di darmi un contegno. Mi giro verso Blaine che mi stà facendo una radiografia con tanto di sopracciglio inarcato. “Blaine perché non vieni anche te?” Cerco di distogliere lo sguardo da quell’attrazione fatale che mi è davanti.
“No grazie, non vorrei essere sgarbata, ma gli inviti di circostanza, non sono il massimo” Mi risponde con un sorriso tagliente.
“Ma no, dai, è che non ti vedo mai, e non abbiamo mai avuto occasione di parlare” Cerco di giustificarmi.
“Ci sarà, sicuramente” Annuisce Ian. Annuirei con lui.
“Ok allora spero di vedervi entrambi domani!” Li saluto e scappo via.
***
“Quanti hai detto che saremo?” Mi chiede Jordan entrando in camera mia, e sedendosi senza tanti complimenti sul letto.
“Allora, di preciso, sinceramente non lo so” Mi osservo allo specchio, ho accostato al corpo un vestito nero, forse un po’ troppo elegante e sexy per una serata cosi, tra ‘Amici’. “Eve, Kate, Amanda, Jake..” Elenco prendendo un altro abitino, verde smeraldo, un tubino, D&G, un regalo di Eve per un San Valentino speciale.
Flashback:
“Sono tornata giusto in tempo!” La voce squillante e solare di Eve ci fà scattare subito in piedi, spengiamo la tv, e corriamo tutte e tre all’ingresso.
“Sorellina!” Amanda gli salta letteralmente in collo, il potere dei viaggi di Eve, è come babbonatale lei, ovunque va riporta almeno un pensierino, e questo viaggio è stato in Italia, con i genitori, e ciò vuol dire solo una cosa: Vestiti.
Oh si, Eve è il nostro angelo, riesce sempre a portare qualche abito o completo della D&G, e non solo per le sue due sorelle, anche per me.
“Chissà perché, se fossi andata a Quantico, tutta questa accoglienza, e questo calore spassionato, di sicuro non lo avrei ricevuto!” Scherza divertita, allungandosi verso la porta dell’appartamento e rientrando con tre enormi buste. La mia era la più colorata e la più grande con mio stupore.
“Eve Mio Dio!” Dico estasiata, entusiasta, felice, commossa, e chi più ne ha più ne metta.
“Puoi chiamarmi semplicemente Eve grazie!” Sorrise ironica lei.
“Ma è troppo!” Esclamo con una voce leggermente stridula, ma quello che ho in mano non è un semplice abito, è un sogno!
“Senti, so che questo periodo non è mai bello per te, perché anche se non ci dice niente, sappiamo quello che ti passa per la testa, questo è un pensiero per aiutarti a voltare pagina, perché indossandolo, farai girare la testa a tutti i ragazzi che incontrerai”
Fine.
Accosto a me ancora di più il vestito, cosi da fargli assumere quasi perfettamente le curve del mio corpo, non ha spalline ne niente, e lascia scoperta parte della schiena, e è di una lunghezza media, arriva a circa venti quindici centimetri dal ginocchio.
“Scegli questo ti stà d’incanto” La voce di jordan mi fa tornare sul pianeta terra.
“Poi ci saranno Ian e Blaine!” Scuoto la testa, riprendendo il filo del discorso.
“Che onore! Aspetta, te Ian e Jake?” Mi chiede stupito.
“Zitto và! Non me lo dire, spero solo di non fare una delle mie figuracce continue!” Scuoto la testa cercando di non pensare a probabili catastrofi che coinvolgessero me e il mio essere tremendamente imbranata quando m’imbarazzo.
“Hanno suonato Antea!” Sospira tranquillamente, mentre si sistema la cravatta.
“Beh? Vai ad aprire no?” Lo guardo allucinata, a volte vive s’un altro pianeta, ma che dico, universo!
“Non posso, ho la cravatta in disordine, non posso farmi vedere cosi” Fa le spallucce e si dirige in bagno.
Scuoto la testa. “Arrivo!” Urlo praticamente dall’altra parte del salone, mentre m’infilo le scarpe, cercando di camminare e non cadere.
“Era ora!” Sospira Amanda entrando come un razzo in casa.
“Entra pure Mandy!” Dico sarcastica ridendo. “Eve, Kate! Ma siete stupende!” Dico osservando le due ragazze. Kate Indossa un paio di Jeans a vita bassa, tutti sfilacciati, e mi sembra dal colore, che sia Jeans classico lavato con il thè. (Ma quanto sono brava! Mi ricordo perfino questo! Eve deve essere orgogliosa di me!) Poi sopra a una canottierina, nera e uno spolverino dello stesso colore.
Eve invece indossa un Tailleur gessato nero, con una gonna relativamente corta, e una camicetta bianca di seta.
“Allora, da come hai sistemato dovremmo essere un po’, stà sera!”
“Noi, Ian, Blaine, Jordan..” Ma vengo interrotta da un urlo di Mandy.
“Jordan? Sono tornati? Cioè no, voglio dire è tornato Jordan?” Chiede con gli occhi luminosi.
“Mi dispiace, ma è tornato solo Jordan, Mike torna domani sera”
Ecco Amanda stravede per mio fratello, avete presente quelle cotte adolescenziali, dove un ragazzo diventa il tuo idolo personale? Ecco, per lei, quell’Idolo è mio fratello Mike, mi fa tenerezza a volte, perché è proprio persa. E mio fratello non se ne è mai minimamente reso conto, figuriamoci se si accorge di qualcosa del genere.
“Ah, si, lo immaginavo” Sospira prendendo da una ciotola delle noccioline.
“Jake?” M domanda Kate con uno sguardo malizioso.
“A lavoro, doveva finire un progetto” Mi siedo sul divano.
“Ti manca vero?” Mi domanda Eve per prendermi in giro.
“Assolutamente si!” Annuisco.
“Allora, vi ero mancato?” Jordan fa il suo teatrale ingresso scendendo i 7 gradini che separano i due piani, essendo un Loft questo dell’ultimo piano ha le camere da letto a un livello superiore, non posso chiamarlo piano, son solo sette i gradini che li separano.
“Assolutamente no!” Dico inarcando un sopracciglio e guardandolo seria.
“Non ho chiesto a te Megera!” Mi fa la linguaccia.
“Come sempre Jordan, come sempre” Kate annuisce, e pronuncia la frase con fare quasi profetico.
“Suonano!” Mi fa notare Jordan, come se non fosse a 3 metri da me la porta di casa, alzo gli occhi al cielo e vado ad aprire.
“Volevo ricordarti che anche te abiti qui” Sibilo io acida.
“Ian!” Esclamo stupita, quasi mi ero dimenticata di lui, cioè che dovesse venire anche lui, ah! Panico! Tento di sorridere e fare finta di niente, ma sento fischi e urletti alle mie spalle. Maledette amiche, maledetto Jordan.
“Sono arrivato presto?” Mi domanda notando che non lo sto facendo entrare.
“Oh no scusa!” Mi sposto sulla destra e faccio entrare Ian.
“Permesso, grazie!” Mi dà un bacio lieve sulla guancia, ed entrò.
“Hey Ian!” Jordan lo saluta con un gesto della mano, mentre si sistema comodamente sulla poltrona dove ero seduta io poco prima.
“Salve” Saluta con un sorrisetto e un cenno del capo.
“Blaine” Dico aprendo la porta con un sorriso a trentadue denti.
“Ciao” Sorride con le mani nelle tasche dei jeans a vita bassa, mi sposto sulla destra per farla entrare. “Grazie” sorride lanciando una rapida occhiata alla casa, nonostante li conosca da un po’, penso che Ian e Blaine non siano mai venuti a casa mia.
“Fai come fossi a casa tua” Dico prendendole il giacchetto.
“Ti prenderò in parola” Mi risponde tranquillamente, mentre raggiunge le altre e Ian.
“Eccola” Dice Ian salutandola con un cenno del capo.
“Eccomi” Risponde con lo stesso gesto.
“Eccoci” Sospira Amanda facendo le spallucce.
“Chi manca?” Kate guarda l’orologio del lettore dvd.
“Jake” Rispose scandalizzata Amanda. “Come puoi non esserti accorta” Si porta le mani alla bocca. “Mio Dio! Gli manca l’ombra! E te non te ne rendi conto!”
Scoppiano tutti a ridere, come sempre, ormai da quando stiamo insieme, insieme ufficialmente siamo diventati un po’ lo zimbello di tutto, e so anche il perché. Non ci stacchiamo un secondo quando siamo in compagnia, per quanto Jake è un po’ timido e riservato stiamo sempre uniti.
“Amanda, anzi Nina…” La chiamo fingendomi minacciosa e lei in tutta risposta mi fa la linguaccia.
Sentiamo le chiavi di casa girare nella toppa e la porta aprirsi, ci giriamo tutti di scatto verso la porta, e vedo Jake entrare, e come sempre il mio cuore manca un battito.
“Parli del diavolo..” Ride divertito Jordan.
“E spunta Jake” Annuisce Kate mangiando una manciata di patatine.
“Salve” Sorride, a tutti noi.
“Hola Capo!” Ian lo saluta con un cenno di due dita allontanate dalla fronte.
“Ha le chiavi di casa?” Eve mi guarda un po’ stupita.
“Fino a domani sera si, sono quelle di Mike” Mi affretto a rispondere, prima che notino la mia vena di nervosismo farmi impallidire sempre più.
So come la pensano tutti, so anche di essere io stessa avventata, cioè, ormai frequento Jake da quasi un anno, anche se non ufficialmente, e già in questa storia mi ci sono buttata a capofitto, ma era cosi bello riavere qualcuno al mio fianco, qualcuno che riuscisse a colmare tutte le mie insicurezze e debolezze, dopo William, anzi dopo gli otto anni di William finiti nel nostro letto con un’altra, mi era crollato il mondo addosso, le mie sicurezze le mie certezze svanite come sabbia al vento.
“Jake Bailey, apri questa maledetta porta, altrimenti la sfondo!” Ecco delle urla moleste che vengono dall’appartamento di Jake, che tanto per intenderci è attaccato al mio, tutti ci giriamo verso jake, che poverino è rimasto interdetto addentando a metà un involtino primavera. E mi sto domando se Ian è umano o meno, è riuscito a sentire le urla della ragazza anche con lo stereo a palla. Strabiliante.
Nervi. Già una ragazza che urla non la sopporta, una ragazza che urla di aprire la porta di casa del mio ragazzo è ancora peggio.
Lui facendo finta di niente esce tranquillamente di casa, e noi da bravi comari rimaniamo tutti in silenzio a sentire, anzi proprio ad origliare quello che stà succedendo. Oltre a dei sussurri, più simili a sibili di serpenti a sonagli, si sentono chiaramente “Muori” “Ti uccido” “Scordatelo, altrimenti ti eviro con le mie mani” della ragazza.
Dopo qualche minuto rientra, e noi facciamo finta di niente, per meglio dire smettiamo di avere le orecchie tirate e tese fino alla porta, e ci guardiamo intensamente negli occhi senza sapere bene che dire o che fare.
“Mia sorella, è arrivata” Dice semplicemente facendo le spallucce, e io francamente tiro un sospiro di sollievo.
“Delicata tua sorella” Commenta divertito Ian.
“Esattamente, si è presentata più che alla perfezione” Ride passandosi una mano tra i capelli.
“È permesso?” Chiede una ragazza castana facendo capolino da dietro la porta.
“Avanti” Sorrido, mentre Keira, cosi si chiama entra sorridente, ha una maglietta bianca a maniche corte, e dei jeans scoloriti.
“Ragazzi questa è Keira” Dice Jake , aprendo le braccia. “Loro sono i miei amici, Jordan, Eve, Kate, Amanda, Antea, Ian e Blaine” Ci indica tutti con un ampio gesto del braccio.
E noi la salutiamo chi più vivacemente come Amanda, chi con studiata cordialità come Ian e Blaine.
E chi come me, con un po’ di nervosismo, sia perché non ha specificato i miei amici e la mia ragazza, e poi perché non ho mai conosciuto un membro della famiglia di Jake, e per quanto lei abbia la mia età mi mette soggezione. Sono imperfetta e questo è palese.
“Oh” “Mio” “Dio”
Amanda. Kate. Ed io.
Non so perché siamo arrivati a un punto della serata dove Amanda stà svaligiando il mio Freezer, benedicendo me e la mia voglia matta di gelato, Eve è impegnata a tenere a freno Kate e la sua voglia di uccidere lo scassa scatole del palazzo di fronte, che ci ha fatto prendere un colpo facendo esplodere due petardi, per interrompere l’inno nazionale cantato da noi ragazze.
Jake stà cercando di seguire un discorso di moda, con Jordan che paragona la perdita del Velluto come stoffa internazionale, collegata a qualcosa di non ben definito in medio oriente.
Blaise è intenta da fare da arbitro a una particolare gara di bevute. La stessa alla quale io, Amanda e Kate stiamo assistendo. Keira e Ian hanno le mani legate dietro la schiena, sette bicchierini uno dietro l’altro pieni di alcolici vari, e il fuoco negli occhi. Tutto questo è partito da un “Maschilista e Misogeno” di Keira rivolto a Ian, è passato, non so come non chiedetemelo, per un “Spocchiosa Provinciale, con il complesso da Urban Animal” di Ian, e si conclude con questa assurda gara di bevute.
Consiste nel prendere tra le labbra i bicchierini e fare uno scatto indietro con la testa per berne il contenuto, senza morire strozzati, e senza rovesciare il contenuto. Ora, chiunque si sarebbe chiesto il perché di tutto ciò, forse anche io, se non fossi sicura che questa sarebbe un quesito al quale nessuno potrebbe mai rispondere.
“Lo fanno” Dico incredula. Osservando quanto è Sexy Ian con le mani legate dietro alla schiena.
“Smettila Idiota!” mi dà una gomitata Amanda.
“Di fare cosa scusa?” Chiedo frastornata.
“Di fissare Ian come se fosse una tua futura vittima ‘sessuale’” risponde sibillina.
“Esatto, anche se le mani legate dietro alla schiena potrebbero risultare interessanti” Conviene con me, come se mi avesse letto nel pensiero.
“Presumo che Jake non sarà contento di questi pensieri” Eve mi riporta come sempre alla realtà.
“Hey Piccola, guarda che rimango” Mi dice accarezzandomi la guancia.
“Hey è arrivata Keira dopo chissà quante ore di viaggio si è fatta” Dico tranquillamente. “Non mi pare il caso di passare la notte, a casa di un’amica, no? La tua fidanzata cosa potrebbe dire!” Sbotto all’improvviso, maledicendomi almeno un milione di volte, e io che mi ero ripromessa di stare zitta. Maledetta alla mia lingua lunga.
“Ecco cos’hai avuto tutta la sera!” Ha uno strano scintillio negli occhi, e un sorriso che mi trascina lontano. “Piccola lo sai che ti amo e che..”
“Che non sei per queste cose in pubblico, si lo so..” Mi mostro sorridente.
“Ti amo lo sai?” Mi dà un bacio sulla punta del naso.
“Ora vai da tua sorella, prima che cambi idea” Dico spingendolo fuori della porta e richiudendola alle mie spalle, mi appoggio al freddo legno laccato bianco, e chiudo gli occhi prendendo un bel respiro.
È stata una serata bellissima, mi sono divertita da matti, anche se il ‘pizza-film-schifezze’ è diventato una sorta di festino con cibo etnico e musica.
Blaine e Ian sono fantastici insieme come si riprendono loro, nessuno lo fa, tirano fuori certe battute, alle quali è difficile resistere, sono stata piegata in quattro con i crampi allo stomaco, e no, non era per la bellezza di Ian, ve lo assicuro! Anche se la miglior battuta/presa in giro è stata di Amanda. Jake, con il suo solito fare pignolo e preciso, l’aveva ripresa perché non era salutare mettere la salsa piccante, e la senape nell’involtino primavera, e soprattutto mangiarsi subito dopo due burritos iper conditi. E lei tranquillamente, come se niente fosse, si gira, posa il burritos, (che a nostro avviso è uno dei cibi degli dei) lo guarda dritto negli occhi, seria e coincisa dice ‘Zitto, Faccia di Merlo’. Silenzio, c’è stato un silenzio lungo e ponderato, e dopo un boato, siamo scoppiati tutti a ridere, mentre Amanda ha ripreso tranquillamente a mangiare il suo burritos, e Jake, per la prima volta in vita sua è rimasto senza parole.
Spengo lo stereo, controvoglia farei tutto con la musica, ma ora ho solo un gran mal di testa e voglia di dormire, non sistemo neanche casa, ho solo voglia di buttarmi sul letto. Entro in camera mia, sento ancora il profumo di Jake, questi due giorni sono stati da favola, solo io e lui.

Questo non è altro che un blog con la funzione di "raccoglitore" di tutti i post di Antea McDowell, un personaggio inventato da
Juditta e che agisce nel Gioco Di Blog Ordinary World. Ogni fatto ed avvenimento è di fantasia ed ogni riferimento a fatti o avvenimenti realmente accaduti è casuale. L'aspetto di Antea è quello di Jennifer Love Hewitt, un'attrice, ma a parte l'aspetto, il personaggio non ha alcuna attinenza con lei.
Nome: Antea Calliope
Cognome: McDowell
Data di Nascita: 01 Novembre 1984
Età : 24 anni
Occhi: Castani
Capelli: Castani con dei Riflessi Ramati.
Segni Particolari: Sempre Sorridente.
....An Angel...
Antea è la sorella minore, unica femmina di cinque fratelli. È cresciuta in un
mondo di moto e motori, e la cosa l’ha sempre appassionata. Infatti possiede una
moto, Yamaha r6 Nera Metallizzata, senza la quale sarebbe pressoché perduta,
soprattutto per le strade sempre piene di traffico Newyorchesi. Ha anche una Bmw
Serie One, ma la utilizza raramente, solo quando è realmente freddo o la moto le
dà qualche piccolo problema.
Una ragazza grintosa e sempre solare, che ama vivere e divertirsi, ama ascoltare
la musica Rock e ha due gruppi preferiti per i quali darebbe la vita: My
Chemical Romance e 30 Second To Mars. Non si è mai persa un loro concerto
avvenuto nel suo stato. Porta sempre con se il suo lettore Mp3, infatti
raramente la si incontra in giro senza quelle cuffiette multicolore alle
orecchie. Ama correre la mattina presto per il Central Park, e sentire l’aria
fresca accarezzarle il viso. E per riuscire a conciliare tutti i suoi pensieri,
e problemi. Telefilm e Film dipendente, organizza spesso serate
Film-Pizza-Schiffezze a casa sua, che si concludono sempre in guerre di
cuscinate, o peggio di secchiate d’acqua in terrazza, con il sommo disappunto a
volte dei vicini di casa. Ha avuto una storia di 8 anni con un ragazzo William,
finita quando una volta, per fargli una sorpresa lo va a trovare a casa, e lo
trova in dolce compagnia con la sua Ex-Migliore amica. Ha avuto una breve
storia, se così si può definire con Tim, il suo datore di lavoro.
Ora è fidanzata da poco meno di un mese con Jake, il migliore amico del fratello
Mike, non che socio e vicino di casa. Si sono frequentati di nascosto, per più
di un anno, ma diciamo che all’oscuro di ci era solo il fratello Mike, perché
tutti, bene o male si erano accorti che tra loro c’era del tenero. Con Jake ha
ritrovato la voglia di poter credere ancora nell’amore, e stà pian piano
imparando a lasciarsi andare.
Studia legge alla New York University, il suo sogno è entrare a far parte dello
studio legale che Mike e Jake hanno aperto da qualche anno. Frequenta anche i
corsi di filosofia e psicologia appena ha tempo.
Ama le arti marziali e la danza, infatti nonostante gli impegni di studentessa,
e di cameriera al Lake Wayland’s, trova sempre il tempo per allenarsi, e per
danzare.
Il Mare. La cioccolata. La Luna. Sognare. Cantare. Suonare. Sognare. Il Bar dove lavora. I propri fratelli (meno che uno!).
La Propria moto Suonare la chitarra. Cantare.
Gli ipocriti, i traditori, la pioggia, l'umidità .
Essere lasciata di punto in bianco. I tradimenti. Le carote. Chi crede che io non abbia la forza di vivere. Il professore di Etica del Diritto.
30 Second To Mars. Guano Apes. Exilia. Avengend Sevenfold. Eminem. Whitney Huston. R.Kelly. My Chemical Romance. The Birthday Massacre.
The Saw (I - II - III). IT. Scary Movie (tutti). Scream. FIght Club. Donnie Darko.
Colore Preferito: Viola
Numero Fortunato: 23
Portafortuna: Un bracciale, regalatogli da Frederick.
Sogno nel Cassetto: Diventare Pubblico Ministero, oppure uno degli
avvocati Penalisti migliori in America.
Libro Preferito: Jane Austen - Orgoglio e Pregiudizio
Autore Preferito: Anne Rice
Materia Universitaria Preferita: Diritto Privato.
Miei "Scatti Migliori"
Io a 18 Anni, prima volta sui pattini. Li ero sorredente ed allegra. Sono tornata a casa con un polso slogato.
Qui sono il ritratto della felicità quando ho messo le mani su un motore per la prima volta. Il pick-Up di mio cugino è letteralmente esploso il giorno dopo.
Moto: Kawasaki ZxR
[Foto]
Casco: [Foto]
Cellulare:Nokia N95. [Scheda]
Macchina: Ancora non ce l'ha. Usa Spesso e volentieri quella dei
Fratelli.
Nome: Milena Nott
Età : 55 Anni.
Professione: Giudice Supremo della Corte Marziale
Descrizione: Abita a Washigton, dove lavora da oltre venti anni come Giudice della corte Marziel. La sua professione l'ha portata spesso ad assentarsi da casa, ma ha fatto il possibile per non far mancare niente ai figli. Donna molto formale e rigida, solo in famiglia si lascia un po' andare. Ha ricevuto da sempre un'educazione militare, non solo perchè è entrata in marina alla giovane età di venti anni, ma anche perchè il padre era un ex Generale con quattro stelle in pensione. Adora Mike, e anche se le madri non dovrebbero avere preferenze, lui è l'eccenzione che gli fà confermare la regola. Non solo perchè ha intrapreso una carriera d'avvocato ma anche perchè dei sette figli è quello che sente piu vicino.
Nome: Nicholas McDowell
Età : 57 Anni
Professione: Generale dei Marins Americani, a capo di una Tasc Force 'segreta' di Anti-terrorismo.
Descrizione: è in servizio attivo in Iraq dal Novembre 2001. Torna rare volte in patria, e sempre per pochi giorni, ma spera ardentemente che gli diano un congedo permanente. Sente molto la mancanza di casa, anche se per la patria farebbe di tutto. Appassionato di moto e macchine è lui che ha trasmesso questa passione ai figli. Ha un piccolo vizio, quello di controllare la fedine penali dei partner dei propri figli. Spigliato e ironico ama la lettura e la buona musica. Tiene tantissimo a ciascuno nei sette figli, anche se a volte dimostra un debole per la 'piccola' Antea. L'unica femmina della numerosa famiglia.
Nome: Fredreric McDowell
Età : 36 Anni
Professione: Disoccupato
Descrizione: Fedreric è il maggiore dei sei fratelli, ha 36 anni, e da 10 anni è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, il migliore di tutta l'America. Quando era più piccolo, ha subito un grave Shock, che prima gli ha fatto perdere momentaneamente l'uso della parola, e quando tornò comincià ad avere vere e proprie crisi, con scatti d'ira e violenza. I fratelli non vanno spesso a trovarlo, l'unica che riesce a reggere la situazione è la piccola Antea che almeno una volta al mese sparisce per una giornata intera senza dare spiegazioni e va a trovare suo fratello. Negli ultimi anni sembra essere migliorato tantissimo, e Antea spera che ben presto lo lascino libero di tornare a casa insieme ai fratelli.
Nome: Tomas McDowell
Età : 33 Anni
Professione: Pilota Rally Professionista
Descrizione: Tomas è il secondo genito insieme a suo fratello Leonard, della famiglia, ha 33 anni ed è tra i Piloti di Rally più consociuti in America, corre insieme a suo fratello, e non si fà mancare un tornero, anche minore, ha la passione per i motori, come tutti i componenti della famiglia. Si è sposato molto giovane, a 25 anni ha una figlia di 3 anni, Mary Rose. Abitano a Washigton, anche se, a casua del suo lavoro è spesso fuori casa.
Tom è un ragazzo all'apparenza inavvicinabile, schivo e meschino, ma è solo una maschera che porta, non ama moltissimo affezionarsi alle persone, perchè convinto che prima o poi tutti gli volteranno le spalle. Vuole bene realmente solo alla propria famiglia e alla moglie.
Nome: Leonard McDowell
Età : 33 Anni
Professione: Pilota Rally Professionista
Descrizione: Leonard, 'Leo' per gli amici è l'opposto del fratello, solare giocoso e simpatico, è il classico 'bonaccione' tutti lo adorano fin da subito, e lui non può che esserne felice, infatti, anche se non lo ammetterebbe neanche sotto tortura, ama stare al centro dell'attenzione.
Anche lui ha le sue radici a Washigton, dove convive con una ragazza ormai da 5 anni, stanno pensando seriamente al matrimonio, ma vogliono ancora far passare qualche tempo.
Nome: Samuel 'Sam' McDowell
Età : 22 Anni
Professione: Studente iscritto alla facoltà di Veterinaria di New Yor. Con Specializzazione di "Animali Marini"
Descrizione: Samuel studia veterinaria, con specializzazione in 'Animali marini'. E' il più piccolo della famiglia McDowell, è cresciuto viziato e coccolato da i genitori ma sopratutto dai cinque fratelli maggiorni, e Antea non gli ha mai fatot mancare coccole e ogni tipo di premura. Si fa chiamare da tutti "Sam" non ama chi usa il suo nome per intero, vispo e solare è sempre disposto a ad aiutare il prossimo. Molto ordinato e preciso non ama il disordine. Divertente e con la battuta pronta è sempre disposto a scambiare quattro chiacchiere in compagnia. Espansivo e estroverso non ama gli spazzi aperti, nonostante abiti al Wayland Park non ama il caos cittadino. Torna in città solo per studiar ee dare gli esami, altrimenti preferisce la vita nell'oceano.
Miranda Liuvys
26 Anni. Studentessa.Non si direbbe mai che questa
ragazza si è laureata in legge con il massimo dei voti, e sopratutto stÃ
conseguendo la specialistica con quasi un anno di anticipo rispetto al
programma. Un vero genio con la passione per il diritto.
Miranda è la figlia
dell'avvocato divorzista piu popolare in america. Sabina McDust, gli ha passato
la passione per il diritto.
Ha conosciuto Antea tramite il fratello, infatti
Miranda è una delle poche ex di Mike che non lo detesta, o non lo
ignora.
Sorridente e molto disponibile, è amante della musica Rock, anche se
non disdegna quella piu commerciale.
L'eccentrico taglio di capelli, e il
colore rosa sfavillante, fanno parte di lei sa sempre. Anche se, ha giurato che
appena finirà gli studi specialistici, si tingerà i capelli di nero.
James Vitt
24 Anni. Studente.All'università viene considerato
l'ombra di Antea, sono inseparabili fin da quando erano matricole. James è molto
taciturno, e ama osservare le persone, tutti credono che sia perdutamente
innamorato di Antea, ma non è cosi. Le vuole bene come a una sorella, e farebbe
di tutto per vederla felice. Spesso si trova in disappunto con gli ideali di
Antea, e spesso finisco per insultarsi anche le ore. Una volta una discussione
iniziata per scherzo, si è conclusa con una litigata immane davanti a tutto il
Wayland's Lake, che normalmente è il luogo di ritrovo della compagnia.
Marlene Hagrave
28 Anni. Costumista.Marlene è una ragazza molto
estroversa, anche se raramente si lascia andare chi non conosce. Cliente fissa
del Wayland's Lake, ha subito riscontrato in Antea le due doti che ama di più in
una persona, la semplicità e il saper ascoltare le persone. Costumista per
Brodway ama la moda, e il creare costumi sempre nuovi, sposata da due anni, ma
il marito è sempre in giro per lavoro. Non si lamenta di questa mancanza, prende
la vita con filosofia e difficilmente la si vede triste o giu di morale.
Andrew Green
27 Anni. Mantenuto.Ricco, arrogante, egocentrico. Lui
è l'unico neo della compagnia. Molto amico con Antea e James, gli altri li
ignora il più delle volte. Segretamente innamorato della piccola McDowell dalla
bellezza di 4 anni, non è mai riuscito a confessargli i suoi sentimenti. Odia
chiunque orbiti vicino alla ragazza, sopratutto se questo qualcuno è il
fidanzato o probabile spasimante. Non si risparmia battute acide, e non smette
di far notare che essere un ereditiere ai suoi vantaggi.Meschino e Sleale,
quando entra in competizione usa ogni mezzo per annullare dala 'agara' il suo
avversario. Per lui ci sono solo due leggi: "Sopravvive il piu forte" e "In
guerra e in amore tutto è lecito".
In Attesa della realizzazione del mio sogno, lavoro al Lake Wayland.
Questo chiosco è situato proprio vicino al molo minore del Lago del Wayland’s
Park. Non è grandissimo ma può contenere benissimo una quarantina di persone,
l’estate ha anche un paio spazio all’aperto dove vengono fatte anche aperitivi
di Laurea e non solo.
Il chiosco è una specie di punto di ritrovo degli
abitanti dell’omonimo condominio, dove passano tranquillamente per un aperitivo
e quattro chiacchiere.
Annessa all’attività del Bar c’è anche la possibilitÃ
di affittare dei Wind Surf e dei motoscafi per fare un giretto nel
lago.
Timoty Leeroy. Tim è un ragazzo di ventisei anni allegro e spigliato, lavora al chiosco dall’età di venti anni. Si è trasferito a New York perché era stanco della vita di campagna, ha trovato subito lavoro in quel bar, permettendogli anche cosi di continuare un corso alla New York University, di fotografia.Nel giro di due anni, ha rilevato la gestione del Bar, per poi, l’anno scorso comprare anche la proprietà delle mura e del terreno.Allegro e spigliato è uno dei condomini del Residence, nonostante nel suo lavoro ormai è prassi anche sentire i pettegolezzi è un ragazzo molto riservato che sa farsi gli affari propri.
Josephine Leeroy è una delle cameriere del bar non che la sorella di Tim, è una ragazza un po’ fuori dal comune, non ama molto conversare e dialogare, anzi preferisce starsene in silenzio e in disparte, ma è un eccellente cameriera sempre cordiale e gentile. Fidanzata ormai da sei anni, e il suo ragazzo fa parte permanente della tappezzeria del Bar.
Simon Camp è un grande amico di Antea, è un ragazzo molto particolare il classico Rapper da strapazzo, che và in giro con pantaloni firmati di 5 taglie più grandi della sua , maglietta attillata sempre firmata, giacchetti che potrebbero contenere un’intera squadra di okey e mille cuffie e cappellini strani, per non parlare del suo inseparabile I-pod!
alex
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